"Dal sesso occasionale all'amore passando per la trombamicizia, analizzata in tutte le sue sfaccettature con molteplici quesiti che restano ancora aperti. L'essere umano può distinguere tra ragione e sentimento?"

Da “L’amore ai tempi del colera”, all’amore ai tempi del Covid, il passo è decisamente lungo e l’accostamento quasi blasfemo a una delle opere più importanti della letteratura viene fatto solo per l’assonanza. In realtà, diverse ricerche affermano che questa pandemia abbia reso tutti un po’ più soli e – per ovvi motivi- gli italiani si sono ritrovati a riversare le loro esigenze affettive sui social e sulle app d’incontri. Stando al report pubblicato da Tinder (la più popolare tra le dating app) sul proprio sito, “il 60% dei nuovi iscritti ha scaricato l’applicazione perché si sentiva sola e desiderava avere una connessione con altre persone”. Menzione particolare nel report per la “gen Z” (che comprende individui tra i 18 e i 25 anni): il 40% di loro ha scaricato Tinder “per conoscere gente nuova”. La pandemia ha reso però impossibile questi incontri dal vivo, e così il sesso occasionale che tempo fa era il motivo principale che spingeva la maggior parte degli utenti ad iscriversi ha ceduto il passo alle conversazioni e alle videochiamate, costringendo praticamente i due ad ascoltarsi.

Il sesso occasionale, visto molto spesso come forma più alta di emancipazione dall’amore e molto spesso idealizzato nei film, consiste appunto in un rapporto “una volta ogni tanto” tra due persone che subito dopo ritornano alle loro vite.

Diverso è invece quando questi rapporti non sono “occasionali” ma si susseguono nel tempo diventando qualcosa in più del sesso, ma qualcosa in meno di una relazione. Una via di mezzo che qualcuno prova a sintetizzare con il nome di “Trombamicizia”. Esiste il sesso senza amore? Probabilmente in una trombamicizia si sperimenta proprio questo: darsi solo i piaceri di una relazione senza doversi sorbire il carico di delusioni e frustrazioni che l’altro si porta dentro. Dormire insieme svegliandosi, però, divisi. Può capitare che il frequentarsi, seppure come semplici amanti, possa far scaturire in uno dei due il desiderio d’altro. Il desiderio di essere ascoltati, capiti, confortati da una persona che ci è di fianco non è altro che il desiderio di sentirsi in empatia con l’altro, tipico dell’essere umano e se vogliamo paragonabile all’impulso sessuale. Nella bilancia cuore-mente c’è chi ha più pesante il cuore e chi il cervello, e in una trombamicizia chi s’innamora si trova ad essere soggiogato dall’altro, in cerca di un’attenzione in più o di un riconoscimento pubblico che non c’è. Chi dei due continua a vivere la trombamicizia come un rapporto di soli benefici ne trarrà sempre maggiori vantaggi, chi farà pesare i sentimenti entrerà in un vorticoso tumulto di sensazioni e – talvolta – sensi di inadeguatezza, incompiutezza e frustrazione perché mentre il cervello ripete tutto il giorno di non rispondere ai suoi messaggi, appena arriverà la notifica con scritto “Ci vediamo stasera” si ricascherà nel vortice dei sentimenti, prevarrà di nuovo il cuore e ci si ritroverà la mattina dopo vuoti e pieni di rimorsi, dando la colpa a sé stessi.

D’altro canto, si può sostenere che l’uomo non sia adatto alle relazioni stabili, la passione molto spesso lascia spazio ad altre forme di amore non necessariamente meno forti della passione, ma che col passare del tempo si affievoliscono fino a portare i due quasi ad odiarsi. Affinché la trombamicizia funzioni è necessario che nessuno dei due si innamori, ma la logica, per quanto possa guidare un uomo non spiegherà mai un sentimento e forse neanche una pulsione.

Nonostante il tentativo di analizzare le diverse forme di amore in maniera analitica, sono diverse le domande che non trovano risposta: si può provare un’attrazione esclusivamente sessuale per qualcuno senza che questa sfoci in altro? Esiste un interruttore dentro di noi che ci permetta di decidere quando attivare il cervello e quando il cuore senza vivere il flusso dei sentimenti? La trombamicizia è una forma di amore puro, l’affermazione narcisistica dell’uno sull’altro o la mera soddisfazione di un bisogno “animalesco” senza assunzione di responsabilità? Da cosa nasce? Chi si innamora del/la trombamico/a lo era già dall’inizio e sperava in cuor suo che qualcosa cambiasse? Chi invece non lo fa, vuole solo soddisfare un bisogno? Come si esce da una trombamicizia?

Non esistono risposte giuste o sbagliate, nella bilancia dei rapporti c’è chi fa pesare di più la mente e chi il cuore, ma non sempre quelli che sembrano soccombere alla fine hanno perso davvero.

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Calabrese, Classe 1994.
Laureato in Economia Aziendale presso l'Università della Calabria, ha a cuore le tematiche ambientali e crede fortemente che l'associazionismo possa fungere da ancora di salvezza per i giovani.
Appassionato di marketing, scrittura, serie TV e partite di calcio!

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