“Dove non mi hai portata”: la logica d’amore dell’abbandono.

“Dove non mi hai portata” è un libro in cui la profondità non spaventa, un libro in cui parlando di abbandono e di morte si erge uno splendido inno alla vita. E alla scrittura.

Scrivere è l’arte di far durare le cose. Anche quelle che non sono mai state. Soprattutto quelle che non sono mai state.

Lei e l’altra Lei

“Ma quando vivi in un corpo, sei fragile. Sanguini. Qualcuno o qualcosa potrebbe ucciderti.

Sono i corpi a reggere il peso delle ferite..”

Intelligenza artificiale o umanità artificiosa?

“E se fosse proprio la necessità di controllare le proprie emozioni a spingere la comunità scientifica a costruire macchine dotate di intelligenza, anche emotiva, simile a quella umana?”

You’re in a right place

“Perché, sai, l’essere umano si illude di poter essere  una creatura abitudinaria, ma quando passa quel senso di accettazione, pian piano, sopraggiunge la noia e, forse, la pelle d’oca e quella strana sensazione di incertezza iniziano a mancare come l’aria”.

Il valore di una vita

“La vita umana è un bene primario che la società e gli individui devono difendere e tutelare con un’attenzione prioritaria, oppure ci sono casi, come gli stadi terminali di malattia cronica invalidanti o stati vegetativi, in cui la vita può perdere il suo valore, con interventi che pongono fine alla stessa?”

Giovani lavoratori: viziati o solo stanchi?

“Ciò che ci preme di più, come generazione di giovani che si approcciano, al mondo lavorativo è riuscire a bilanciare la qualità del lavoro con la qualità della vita”

I cassetti della felicità

“Ma allora affoghiamo nei nostri cassetti della felicità, sguazziamoci dentro, apriamoli, soffermiamoci e cristallizziamo quell’attimo per sempre, o anche solo per molto tempo”.

Elogio di una vita inconcludente

“Il tempo passa. Inesorabile.” Me lo ripete spesso mio padre, ma quando lo dice sorride.
Forse, allora, mi vien da pensare che un primo obiettivo è stato raggiunto in questi venticinque anni.
Sono riuscita a sorridere della mia malinconia. Inguaribile e insopportabile, è la mia compagna di vita. Non sarei niente senza la mia malinconia, senza il mio incessante desiderio di rivivere.