Escludere la donna, segregare il femminile

“Secoli di segregazione della donna nell’ambito del privato e del domestico, nonché di inquadramento lavorativo in carriere essenzialmente votate allo stare «un passo indietro», ha comportato anche un’emarginazione dalla pubblica piazza di quei valori che da sempre la nostra cultura percepisce come femminili”

Asterischi o non asterischi? Una questione di inclusività

“L’attenzione, tutta politica, che l’uso dell’asterisco cerca di portare sull’utilizzo automatico e disinvolto di certe norme grammaticali, o di certe consuetudini linguistiche, può essere un grimaldello, uno strumento, piuttosto utile proprio in quanto polemico e immediatamente visibile, perché un certo sguardo culturale che ancora oggi domina i nostri rapporti sociali venga messo in discussione.”

Sulla banalità dell’asterisco nel linguaggio contemporaneo

“Il richiamo ad espedienti come l’asterisco, piuttosto che neutralizzare le discriminazioni, le sottolinea, le ripristina e ci divide. Nessuno di noi fa caso al genere maschile o femminile (gente o popolo) perché sappiamo che la sua applicazione è inclusiva e non escludente nessuno.”

La violenza è nelle parole

“Le donne conquistano il podio della categoria più odiata: su 268.433 tweet, ben 101.796 sono rivolti alle donne, dei quali 70.449 sono discriminatori, offensivi o di hate speech. Il che significa che, su Twitter, quasi una persona su due sceglie le donne come categoria di cui parlare e il 70% lo fa con intenti di odio.”