La testa di Agave

“Da bambino, mio figlio era – com’è che si dice? – buono come il pane. Una pulce scapigliata con gli occhi vispi e le ginocchia livide. Il viso e i capelli neri, arruffati sulla testa, li aveva ereditati da suo padre; mentre il guizzo e il genio, beh, quelli erano roba mia.”

Porcellana

“L’affetto risicato che Giulio le gettava addosso, come ossa ai cani, si consumava in parabole brevi, nello squallore esausto di un monolocale, che, pur non essendo squallido, a furia di scoparci dentro, diventò tale – almeno agli occhi di Valentina.”

Le donne del fiume

“La mattina successiva, il libro era ancora lì che mi fissava.”

L’essenziale di Spioncino

“È vero: non posso vedere quello che vedi tu, ma questo non significa che io non abbia altri modi di vedere. Vedo attraverso le cose, ne colgo l’essenza; mentre tu, affidandoti ai tuoi occhi, hai tralasciato l’essenziale.”

Al cielo non importa

“Come quando non te lo aspetti e senti il tonfo sordo di tutte le cose che avresti voluto fare, che avresti voluto dire, prima che fosse troppo tardi. Come quando perdi il fiato, per tutti i respiri che ti hanno tolto.”

La scrittura è una cosa seria: intervista a Giorgio Fontana

“La sola cosa che so è che non esiste una via regia: l’unica maniera è provare e riprovare e riprovare ancora, lavorarci sopra duramente. Se dopo un po’ di tempo i risultati non sono soddisfacenti o c’è qualcosa di più importante, allora forse non è la strada giusta.”