Green Pass e ‘Fata Verde’

“Dopo la ‘Fee Verte’ (‘fata verde’, soprannome per l’assenzio, ndr) di Ordinaire, abbiamo finalmente una nuova cosa ‘verde’ che desta parecchie polemiche in Italia. E, come saprete, amo la polemica. Soprattutto quella becera.”

La Prossemica ed il contatto con-tatto

“Sappiamo ascoltare e comunicare funzionalmente i segnali che il nostro corpo e quello altrui ci inviano per delimitare e raccontare chi siamo e come ci relazioniamo al mondo?”

Dio, non raccogliere dal mio nespolo

“Sai, Dio, quelle crepe sono piccole solo all’inizio. Ma se batti, e batti, e batti, e batti e ancora cazzo batti alla fine le cose si rompono. Le persone si rompono.”

Chi sta peggio di chi?

“La libertà di manifestazione non sarà mai messa in discussione. Probabilmente perché è l’unica cosa che ci è rimasta”.

La terra desolata è immobile: il mio pensiero aprilino a Samuel Beckett

“Nell’era del Covid – il nostro nuovo anno 0 -, l’attualità di Beckett è quanto mai evidente. Le città assomigliano sempre di più ai paesaggi surreali – in larga parte inanimati – tratteggiati da lui; mentre noi – i vivi e/o presunti tali -, estraniati e alienati, ci trasciniamo in giornate sempre uguali, che si susseguono, lente, senza stravolgimenti di sorta; e che evidenziano l’assurdità di un tempo congelato, coniugato al passato e povero di futuro”.

“Venuta la sera”

“Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti.”

Il privilegio di stare male

“È come vedere annegare una persona nell’acqua e non poter fare niente perché, se annega, ti butti e provi a salvarla. Ma così cosa fai?”

Io spero, forte.

“La speranza è dura a morire, il covid forse no. Oggi è il giorno della speranza ed io rifletto davanti ad una tazza di caffè. Non capendo nulla di medicina, ma guardandomi dentro.”

Anche oggi, “la vita è bella”

“Avete mai provato a vedere questo film da un’altra prospettiva? Avete mai pensato di cambiare l’ambientazione e adattarlo ai giorni nostri? Tentiamo! Vi accorgerete che siamo un po’ tutti Benigni nei momenti difficili. È l’istinto di sopravvivenza.
Provate a dire “la vita è bella” in questo momento. In piena pandemia.”