Elogio di una vita inconcludente

“Il tempo passa. Inesorabile.” Me lo ripete spesso mio padre, ma quando lo dice sorride.
Forse, allora, mi vien da pensare che un primo obiettivo è stato raggiunto in questi venticinque anni.
Sono riuscita a sorridere della mia malinconia. Inguaribile e insopportabile, è la mia compagna di vita. Non sarei niente senza la mia malinconia, senza il mio incessante desiderio di rivivere.

Pasqua Nova: sintesi di una palingenesi.

“È implicitamente inteso che nell’idea stessa di rinascita vengano incluse – da un lato – la liberazione da qualcosa e – dall’altro- la distruzione di qualcos’altro.
Pensiamo adesso al nostro sfortunato momento storico. È più che scontato asserire che tutti vogliamo liberarci dalla stretta soffocante della pandemia… ma è l’unica cosa di cui dovremmo liberarci? La risposta a questa domanda dipende, a sua volta, dal punto di vista con cui si sceglie di affrontare un’altra questione, che è la seguente: Il Covid19 può essere considerato una causa o un effetto?
Per quanto mi riguarda, la risposta è inequivocabilmente la seconda. Il virus è stato il catalizzatore perfetto di una crisi organica celata nell’ombra della nostra (a)normalità quotidiana”.

Come il cristallo

“Non è un problema confessare di sentire la mancanza di qualcuno, ammettere di essere stanchi, sottolineare la propria insoddisfazione: si tratta, bensì, di uno slancio per cambiare tutto ciò che non va”.