Nova va in “Scena Unita”: l’unica bella storia del 2020!

"E quindi, ho preso parte per la prima volta in vita mia ad una conferenza stampa: un'emozione forte, soprattutto se il tuo primo invito lo ricevi per parlare del fondo Scena Unita, istituito dagli artisti per gli artisti e che ha come portavoce Fedez."

E quindi, ho preso parte per la prima volta in vita mia ad una conferenza stampa. Da futura giornalista credo sia un’emozione forte, soprattutto se il tuo primo invito lo ricevi per parlare del fondo Scena Unita, istituito dagli artisti per gli artisti e che ha come portavoce Fedez.

Quindi questa mattina mi sveglio, metto in ordine la mia camera e penso “se non fosse stato il 2020, avrei un pass con su scritto il mio nome e avrei conosciuto Gianni Morandi, Gianna Nannini, Calcutta, Cristina Parodi e lo stesso Fedez“. Ma questa è un’altra storia.

Mi collego su Zoom e scrivo il mio nome e cognome seguito da “Nova” e penso che le grandi cose possono accadere anche in un momento critico come questo. I giornalisti che prendono parte alla conferenza sono veramente tanti e mi rendo conto che l’unica a non essere conosciuta sono io. Benissimo, mi dico. Come prima volta non male. Ma bando alle ciance.

Di cosa si occupa il progetto Scena Unita?
Da mesi il settore dello spettacolo è in ginocchio. Le conseguenze su tutta la filiera produttiva, di cui fanno parte i lavoratori autonomi o con contratto a intermittenza, senza le giuste tutele, e piccole imprese con margini davvero irrisori, sono disastrose: c’è la concreta possibilità che l’intero comparto non regga questo secondo stop, inizia così Cristina Parodi.

Il rischio che il sistema collassi è più che reale, sono numerosi i live club, i teatri e gli spazi dedicati allo spettacolo che da maggio a oggi hanno chiuso. Luoghi che componevano il tessuto connettivo della scena culturale permettendo agli artisti di crescere, investendo spesso in progetti emergenti, generando opportunità di emersione dal basso, di formazione e avviamento professionale.

Il settore dello spettacolo è un sistema complesso, non sempre dotato di strumenti adeguati, sia da un punto di vista di inquadramento professionale, sia rispetto al sostegno economico da parte dello Stato alle realtà che lo compongono. L’emergenza sanitaria ha generato un peggioramento progressivo della situazione economica del settore che oggi rende non sostenibile la sopravvivenza delle persone e delle realtà, profit e no profit, che in esso operano.

Scena Unita – per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo è la risposta del mondo degli artisti per supportare in modo diretto e concreto quei lavoratori senza i quali la loro arte non può prendere forma. L’obiettivo di Scena Unita è di dare un concreto e immediato aiuto ai lavoratori del mondo dello spettacolo colpiti duramente ed impossibilitati ad operare e, al contempo, sostenere progettualità che determinino una ripartenza del settore.

Il Fondo Scena Unita – per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo sarà gestito da CESVI -organizzazione   umanitaria   italiana   laica e   indipendente,   fondata   a   Bergamo   nel 1985   –   in collaborazione con La Musica Che Gira Music Innovation Hub. La raccolta fondi è stata gestita da un sistema di crowdfunding che ha visto raccogliere 2 milioni di euro in sole due settimane.

Fedez tende spesso a sottolineare, durante la conferenza stampa, che non è un’idea partita da lui, ma da un collettivo, perché – aggiunge Manuel Agnelli, anch’egli presente – “senza gli altri non siamo nessuno”. Il fondo verrà stanziato attraverso un bando che deve definire i parametri – argomento fondamentale su cui avevo pronte alcune domande, ma purtroppo il tempo non è stato dalla mia parte.

Quindi lo chiedo qui: il bando prevede anche un principio di sussidiarietà tra le regioni? Questo perché, qui in Calabria, la situazione è più drammatica e non solo da un punto di vista sanitario.

Con la speranza di ricevere risposta, chiudo il PC pensando che, in fin dei conti, il 2020 è proprio una bella storia!

Autore

  • Gilda De Rose

    Musicista, classe 1990, cosentina. Laureata in Economia Aziendale e specializzata in sensibilità ed emozioni: i numeri e le parole sono da sempre le due facce della stessa medaglia per lei. Il suo acuto spirito di osservazione - allenato involontariamente - si riversa nelle sei corde della sua chitarra e in ciò che scrive, con una curiosità che la porta in luoghi sempre nuovi. Appassionata del viaggiare, pedalare e sognare… I tre tempi verbali che preferisce!

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