“Non è tutto oro quello che pubblico”

"Fedez e Chiara come non li abbiamo mai visti... O forse si."

“La famiglia più seguita d’Italia come non l’avete mai vista”.
È così che recita il teaser della serie più attesa, persino più delle ultime puntate della Casa di Carta: The Ferragnez. Se la domanda è “ne avevamo veramente bisogno?” la risposta è “assolutamente no”; se invece, cambiando prospettiva, dovessimo chiederci ”ma alla fine, perché no?” la risposta sarebbe un “mah, è vero perché no”.

In effetti, il confine tra una serie tv e le storie giornaliere di Fedez e Chiara Ferragni era ed è impercettibile. Ci sarà un motivo se quasi 24 milioni di utenti non perdono un aggiornamento sulla loro vita che ormai di privato ha ben poco. È il 9 dicembre 2021 e la serie The Ferragnez è uscita da pochissime ore: questo titolo risuona ormai da più di un anno in tutto il mondo, persino in America. E chi sono io per non seguire questo mood del momento? Nessuno. Sono esattamente nessuno così come Fedez e Chiara Ferragni nella loro seduta di psicoterapia di coppia. Due persone qualsiasi, di fronte ad uno psicologo qualunque che parlano della loro banalissima storia d’amore. Tutto questo, a primo acchito, mi devasta, direbbe Zerocalcare guardando in faccia Fedez. Ed è vero, mi sento esattamente così con l’espressione dello sgomento cucita sul volto. Troppo drammatica dite? Sfido io, chiunque di voi ad analizzare questa serie da questo punto di vista.

Una coppia formata da due individui e personalità ben distinte tra loro: uno il sole e l’altra la luna; il giorno e la notte; un rapper e Chiara Ferragni; Fedez e l’influencer. Così diversi tra di loro, ma consapevoli di ciò, cercano di dare una direzione alla loro intimità, totalmente buttata in pasto ai social. Quello che vediamo sui loro profili instagram è davvero realtà? Sì. Il problema è quello che c’è “prima” di uno scatto; di un selfie; di una foto di Fedez e Leo sotto l’albero di Natale. Il “momento prima”: ecco che cosa mancava ai loro followers, il momento prima. E, giustamente, invece che tenerlo per sé danno l’anteprima ad Amazon Prime per rendersi ancora più “umani” agli occhi dei fans. L’unica cosa che era rimasta celata tra le mura dell’appartamento di City Life era il “dietro le scene” che, consentitemi, era la carta vincente da giocare.

Vincente perché io che guardo Fedez disperato e sommesso da questa enorme differenza tra lui e Chiara mi ci rivedo totalmente. E come me, di sicuro lo faranno in centinaia, se non migliaia. Fedez trasuda difficoltà da tutti i pori: è il polo opposto della vita che fa Chiara anzi, oserei dire che Chiara è tutto ciò che Fedez non avrebbe mai pensato di poter vivere. E viceversa. Come accade in uno dei 5 episodi in cui Chiara si ritrova a dover fare tutto quello che le chiede Fedez per un giorno (esercizio dato dallo psicoterapeuta per provare a fare interagire i loro mondi) e lei non si spiega come sia possibile che Fedez, dopo aver mangiato, voglia semplicemente fare un pisolino. Lei a tremila e lui con l’ape car. Lei piena di stimoli, positiva e lui esattamente il suo opposto. E l’elemento che risalta è il loro far di tutto per salvare l’amore che li tiene uniti, perché basta parlarsi guardandosi negli occhi per commuoversi.

Quanti di noi sono come loro? Tanti.
Ti vedo mentre leggi che muovi la testa in segno di consenso. Non avrei mai pensato di ritrovarmi a fare un’analisi psicologica su Chiara Ferragni e Fedez; eppure, per l’ennesima volta questi due ti spiazzano.
Ti costringono a guardare in faccia la realtà: nelle relazioni siamo tutti uguali a prescindere dai followers, a prescindere dal successo, a prescindere da tutti.

Ma com’è possibile creare un mondo perfetto sui social quando nella realtà si è così diversi? La domanda mi devasta, pt 2. Il punto è che Fedez e Chiara Ferragni sono riusciti a ribaltare il concetto della famiglia felice del mulino bianco: se prima a “fatturare” era la famiglia felice ora, cambiando la prospettiva, lo farà la “famiglia vera”. Aggiungendo questo tassello di “normalità” i Ferragnez fanno nuovamente centro sbattendoci in faccia che la verità, in un mondo che dura il tempo delle storie su Instagram, è l’arma vincente.

Resta solo un unico appunto da fare: il loro amore avrà un posto sicuro dove rifugiarsi senza telecamere? 
E questa è l’ultima domanda che mi pongo e che non mi devasta, perché noi tutti cerchiamo una zona d’ombra per proteggere i nostri amori da tutto ciò che può scalfirli. Anche da noi stessi a volte. Come se fossimo davanti ad uno psicoterapeuta nudi, spogliati delle nostre paure ma senza girare una serie tv. 

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Musicista, classe 1990, cosentina.
Laureata in Economia Aziendale e specializzata in sensibilità ed emozioni: i numeri e le parole sono da sempre le due facce della stessa medaglia per lei.
Il suo acuto spirito di osservazione - allenato involontariamente - si riversa nelle sei corde della sua chitarra e in ciò che scrive, con una curiosità che la porta in luoghi sempre nuovi.
Appassionata del viaggiare, pedalare e sognare… I tre tempi verbali che preferisce!

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