Mi è caduta la Corona!

"Sapete, la terza stagione di questa serie era già stata fenomenale, con l’approvazione del cambio dell’attrice della Regina e perciò ho avuto timore, fin dall’inizio, che quest’ultima non potesse eguagliarla. E infatti, è così."

Il seguente contenuto non contiene spoiler

Tra uno sbadiglio e l’altro ho aspettato, nella notte a cavallo tra il 14 e il 15 novembre, l’uscita della quarta stagione di “The Crown”. Naturalmente, la mia regalità si è arrestata nel momento in cui ho capito che gli episodi non sarebbero arrivati prima delle ore 9 del giorno 16.
Con grande rammarico mi avvio verso un letto con una gamba rotta e senza baldacchino.

Ma se, come me, siete degli appassionati di serie TV e non riuscite a fare a meno di storie, passato, sotterfugi e grandi regie, allora potete immaginare la mia gioia nel vedere la quarta stagione di questa produzione così imponente, davanti ad un piatto di frutta di stagione e del porridge (che odio profondamente, ma pensavo fosse adatto per l’occasione).

Sapete, la terza stagione di questa serie era già stata fenomenale, con l’approvazione del cambio dell’attrice della Regina e perciò ho avuto timore, fin dall’inizio, che la quarta non potesse eguagliarla.

E infatti, è così.

La terza stagione si è assolutamente distinta per l’impeccabile interpretazione di Olivia Colman, premio Oscar, nei panni della Regina, ma nella quarta stagione ad essere sotto esame sono ben due donne, che interpretano rispettivamente il Primo Ministro inglese Margaret Thatcher e Diana Spencer. Anche qui, imposto la lingua su “inglese” e premo play con curiosità ed agitazione, pronto a scovare lo scivolone delle attrici.

IL NUOVO CAST

Gillian Anderson, classe 1968, la conosciamo come madre di Otis in Sex Education, in cui, con il suo affabile fare moderno, cerca di aprire il figlio alla conoscenza del sesso; personaggio molto lontano dalla figura del Premier inglese, conservatore e “di ferro”, come l’epiteto guadagnatosi. Ebbene, l’attrice è di una precisione ineguagliabile e sappiamo tutti quanto sia difficile interpretare un personaggio reale e conosciuto, soprattutto dopo che la prima ad interpretarlo è stata Meryl Streep, convincendo la critica non solo oltreoceano.
In ogni scena, sarà percepibile l’inadeguatezza del Premier britannico e le sue controversie più intime, in cui i valori (familiari maggiormente) e la politica, fanno a cazzotti.

Poi arriviamo al bel visino di Emma Corrin, la vera attrice messa sotto schiaffo. Possiamo definirla la Lady Diana del ventunesimo secolo? Neanche lontanamente; la sua occasione, però, l’ha giocata nel migliore dei modi. Non lasciatevi trasportare dai pregiudizi in merito alla perfezione della Principessa e dall’impossibilità di eguagliarla su un set, perché la Corrin è comunque riuscita a riprodurre quei sorrisi misti ad imbarazzo che caratterizzavano la Principessa del Galles e la sua voglia di essere accettata, in primo luogo, da suo marito Carlo. Si crea empatia con il personaggio e sembra quasi di essere accompagnati nei drammi, non solo familiari, dell’amata Principessa. Emma Corrin riesce ad essere la nuova “mucca pazza” di corte, come la chiamava Camilla dopo il matrimonio con il Principe, secondo alcune indiscrezioni.

Imparerete, inoltre, ad odiare sempre di più Carlo, che sembra essere ancor più inadatto di sua zia Margaret (interpretata dall’ineguagliabile Helena Bonham Carter) nella gestione degli affari di Stato, oltre che di quelli familiari. Infatti Josh O’Connor, meraviglioso nella stagione precedente, perde lo smalto che aveva ritrovato e fa apparire il Principe, a mio modesto avviso, ancor più senza spina dorsale di quanto non sia.
Senza contare che la recitazione eccessiva di Emerald Fennell nei panni di Camilla, non aiuta a far brillare il complesso personaggio che l’attore avrebbe dovuto interpretare.

Nel complesso, però, sottolineo nuovamente la grande scelta degli attori, nonostante tutto sensazionali.

LA STORIA

Il punto debole si trova proprio qui.

Se anche non dovessi conoscere la storia inglese, caro lettore, internet è pieno di chiarimenti e indiscrezioni in merito alla Famiglia Reale, ma la consecutio seguita nella quarta stagione della serie non è stata, a mio parere, una delle migliori.

Ciò che ho apprezzato profondamente è stata la scelta di occuparsi dei diversi personaggi di episodio in episodio e ho amato anche i vari flashback, che hanno visto Clair Foy tornare in una scena dal passato come Regina.
Per non parlare poi della sovrapposizione delle immagini, che ha concesso, più volte, la migliore comprensione dell’iter storico familiare; ma può tutto questo essere accettabile, se poi si passa di anno in anno, tralasciando degli avvenimenti che tutti noi avremmo voluto vedere? Unico spoiler/non spoiler di questo articolo, è che il matrimonio di Carlo e Diana non lo vedrete.

Vedrete il vestito, abilmente riprodotto con uno stile differente, ma non godrete della sua entrata, né del lungo tempo impiegato per inserire il velo e la coda dell’abito di nozze di Diana nella macchina del padre (personaggio che non viene minimamente ricordato, pur essendo stato fondamentale nella vita della Principessa).

Ecco, manca la parte sognante che tutti ci aspettavamo e resta in maniera pregnante la politica e il senso di famiglia che non si vuole assolutamente perdere a Buckingham Palace.

La scelta di puntare sull’intimità dei personaggi descritti è geniale, ma la Principessa del Galles, prima dell’incidente, era già molto amata perché creava quel ponte perfetto tra corte e reame. Insomma, ancora una volta, la Famiglia Reale potrà dormire su sette (se non addirittura settanta) cuscini e gioire della mancanza di quella meravigliosa luce che Diana emanava, che si vede nella serie TV, ma che non si percepisce più di tanto sulla pelle.

La velocità con cui la storia prende piede, fa a cazzotti con le vicende più segrete dei personaggi e si tende, a volte, a perdere il filo del discorso sulla psicologia di questi ultimi.
Tecnicamente, questa serie, resta in ogni caso intoccabile. Dalla scrittura, alla regia, alle luci, ai colori, ai costumi, ogni cosa è al suo posto, anche quando, in uno degli episodi, si vede un topo fare capolino dal pavimento; tutto è studiato a tavolino e tutto appare regale, pur essendo macchiato da scandali ed insicurezze interne.

Netflix ha avuto un’altra vittoria con questa stagione di The Crown, ma siamo certi che verrà apprezzata come le precedenti? Siamo sicuri che basterà Diana per rendere felice chi guarda la serie?

Sicuramente, consiglio di seguire il tutto attentamente e di non perdere il filo perché, alla fine dei giochi, la domanda rimane sempre la stessa: chi non vuole sapere che fine farà la Regina Elisabetta d’Inghilterra?

Autore

  • Luigi Sprovieri

    Social Media Strategist, cosentino classe 1991, fluente in 3 lingue. Laureato in Giurisprudenza per caso, in Marketing e Comunicazione per scelta, ha vissuto a Roma, Milano, Alicante, Boston, Londra... Ma per lui nessun posto è come “casa”. Eletto vincitore della Hult Business Challenge da una giuria di Google per il suo progetto sui matrimoni calabresi intitolato “WEDDIE”. Appassionato di viaggi low cost, serie TV e Instagram!

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