#Machitteconosce – Barbarella, zuccherosa finanche nei capelli

"Se al peggio non c’è mai fine”, è bene ricordarsi che la D’Urso smentisce finanche cotanta saggezza popolare.

So a cosa stai pensando. Trattare in una rubrica del genere di Barbara, o meglio, Maria Carmela D’Urso, è un po’ come sparare sulla Croce Rossa o, per essere più moderni, come pensare al futuro Commissario alla Sanità calabrese.

Eppure, questo momento doveva giungere, perché “se al peggio non c’è mai fine”, è bene ricordarsi che la D’Urso smentisce finanche cotanta saggezza popolare.

Cominciamo dalle origini. Anzitutto, non si chiama Barbara, bensì Maria Carmela D’Urso, almeno originariamente. Pare che quando ancora era una giovane modella napoletana alla ricerca del successo nella lontana Milano, Carmelita, decise di cambiare il nome originario, Maria Carmela, nell’attuale Barbara. La motivazione? Pare che suonasse “troppo meridionale”, dunque per ragioni di marketing sarebbe stato meglio cambiarlo nel più edibile Barbara. D’altronde tutti abbiamo una Barbara nella nostra vita e ci piace pensare che dedicherai un Padre Nostro in diretta per tutte le Marie Concetta e gli Antonello Paolo che ti seguono.

Barbara D’Urso ed un giovanissimo Miguel Bosè

Com’è ben noto a tutti, sebbene non le sia riconosciuto nessun Guinness World Record, Barbarella nazionale ingloba nel suo viso tutta la tabella di emoticon di Whatsapp, ma questo è normale ove si guardi alla sua vita sentimentale. Un suo flirt di gioventù, infatti, è stato Vasco Rossi: si vociferava che la canzone Brava fosse dedicata a lei, notizia poi smentita dal cantante. Peccato, era anche una di quelle in cui Vasco non ci andava giù di vocali.  La restante parte dei suoi flirt, veri o presunti, sono il susseguirsi di una serie di casi umani- e noi ingenui che pensavamo che ad esserlo fosse soltanto lei – Pupo, che poi si è dato al gioco d’azzardo, Miguel Bosé, che poi ha dichiarato la sua omosessualità, e Alex Pacifico; ebbene sì, anche lei ha avuto il suo toy boy. Pare che ad un certo punto ci abbia proprio rinunciato, al punto da dichiarare durante una puntata di Pomeriggio 5: «Sesso? Sono anni che non lo faccio. Non ricordo come si fa». Barbara, un Padre Nostro recitalo anche per te.

Ma le vicende “scabrose” del suo passato non finiscono qui. Arriviamo a questo punto a darvi una notizia clamorosa, se non la sapevate già. Ebbene, Maria Carmela – ops, Barbara – era una vera e propria giornalista. Cioè, una di quelle vere. Iscritte all’albo. Lo so, fa male. Ma non temete, è stata radiata dall’Ordine dei giornalisti negli anni ’90 per aver preso parte ad alcune pubblicità, anche se lei afferma di aver “restituito il tesserino”.

C’è mancato poco perché non la vedessimo nel mondo dell’erotico, infatti lo stesso Tinto Brass, padre del cinema erotico italiano, le avrebbe chiesto di prendere parte ad una sua pellicola. Invito, però, che è stato prontamente rifutato.

Chissà.

Si, perché la conduttrice napoletana vantava ieri, come oggi, una bellezza non indifferente. E no, non sono state le luci sparaflashanti di Pomeriggio 5 ad averla portata a posare su Playboy alla fine degli anni ’50, quando ancora Michele Misseri era troppo giovane per farci un servizio da mandare in onda alle sei di pomeriggio. Quali sono i segreti di questa bellezza intramontabile? A rivelarlo è lei stessa, in quella millefoglie di urla di quercia che lei chiama “il mio libro”.  Ogni mattina si sveglia alle 6.45 e, nel suo salotto completamente bianco e pieno di candele profumate in stile camera mortuaria shabby chic, fa lezioni di danza. Come se non bastasse, una volta a settimana fa il cowash: si lava i capelli con un miscuglio di balsamo e zucchero di canna. E tu che ancora torturi pesche e avocado quando basta un Dietor come un altro.

Ma la D’Urso, almeno, è una che gli ideali in fondo, ce li ha. Sebbene, infatti, nel corso delle interviste fatte sulla sua rete, in cui opera da anni con uD’informazione chiara e imparziale, non si sia mai evinta la sua fede politica – d’altronde tutti ce la chiedevamo, anche quando intrepidamente metteva in un angolo tutti i capi politici di ogni partito – ha confessato di essere stata di sinistra e di ammirare la figura di Berlinguer. Ma, secondo noi, si confondeva con Gasparri. d’altro canto sono due gocce d’acqua.

Enrico, se ci senti, a nome di tutti: ci dispiace.

Ma Barbarella nazionale non è solo questo. È anche un’eroina che ha subito, e subisce ancora oggi, attacchi da ogni parte. A settembre 2019, infatti, è stata colpita da una lastra di cristallo, ma si è ripresa prontamente e al Corriere della Sera ha dichiarato: «Dovevo gestire tre trasmissioni. Ho cercato di vedere il lato positivo, e cioè che sono stata fortunata: mi è caduta una lastra di cristallo tra l’orecchio e la mandibola, potevo morirci. Guardo il bello: sono viva e felicissima». E noi, Barbara, siamo felici per te. Ma se ci dovesse essere qualcuno che intendesse candidarsi per il ruolo di lastra di cristallo a Pomeriggio Cinque, questo articolo è il nostro personale endorsment.

Un gaudente Andrea Bocelli in collegamento con la delicatissima Barbara D’Urso

Barbara D’Urso però, è anche sinonimo di trash e gaffè. Il web ne è costellato in ogni parte: meme, canzoni, gif e chi ne ha più ne metta. Ma a noi piace ricordarti per il tuo amore viscerale per la comunità non vedente. Come quella volta che dicesti “Saluto i ciechi che ci stanno guardando”; per non dimenticare il tuo obiettivo preferito, Andrea Bocelli, verso cui infieristi con un “Vedrai con i tuoi occhi, guarda”. Ma anche con gli amici di Catanzaro ci sei andata giù pesante: “Qual è il capoluogo della Calabria?” “Ma non è Catanzaro, è Reggio Calabria”. Dì la verità, tu e la moglie di Gaudio frequentate lo stesso cocktail bar, eh?

Barbarella su, non ti arrabbiare, si fa per scherzare. D’altronde, come dici sempre tu: “COL CUORE”.

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Cosentino laureando in Giurisprudenza presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro.
Amante della filosofia del diritto e di diritto costituzionale, materie che esprimono il suo bisogno di riflettere approfonditamente sulla natura e la necessità delle cose, coltiva un’insana passione per il mondo nerd e per il cibo, anche in qualità di food blogger.
Affannosamente curioso e amante del dibattito, è dotato di un animo ironico e mordace.
Appassionato di filosofia, politica e cinema!

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