#Machitteconosce – Babbo Natale: l’inquietante omone natalizio

Del resto, ci hanno insegnato che il giorno in cui Gesù nasce, arriva un omone grande e grosso vestito di rosso, con una barba lunga, un sacco pieno di doni e delle renne, che sceglie in autonomia di entrare in un comignolo fino al nostro soggiorno e mangiare i biscotti che gli abbiamo lasciato.

Anche voi sentite nell’aria quella canzone che fa: “Gingol bel Gingol bel, Gingol ollo de uei, o uet fain dirissiurrai endauand en soppeslei”? 

Non sentite nulla? Vi consiglio di aprire le finestre e fare attenzione, perché sono certo che qualcuno, anche se molto lontano dalla geo-localizzazione della vostra abitazione stia ascoltando questa canzone, o come la definisco io “incubo di Natale”.

Un periodo che fiocca della nuance rossa e bianca, tra palline, glitter, trama scozzese, calze al camino, dolci, dolciumi, salatatini, ancora dolci e dolciumi, con glassa e senza glassa e personaggi che inquietano e rendono tutto così straordinariamente, esageratamente, totalmente…kitsch.

Del resto, ci hanno insegnato che il giorno in cui nasce Gesù, arriva un omone grande e grosso vestito di rosso, con una barba lunga, un sacco pieno di doni e delle renne, che sceglie in autonomia di entrare in un comignolo fino al nostro soggiorno e mangiare i biscotti che gli abbiamo lasciato. 

In primis vorrei sottolineare che non avrei mai permesso la cessione delle mie Gocciole e soprattutto ringrazio di non aver mai avuto un camino, altrimenti avrei dovuto lasciare il fuoco acceso, con la fiamma alta.

Ma, dopo aver scoperto che tuo padre ha interpretato Babbo Natale per tutta la storia dell’umanità fino a qualche anno fa, la tua vita cambia totalmente e, pur non credendo negli elfi costruisci-giocattoli e nei dolci magici della Signora Natale, l’età che avanza ti porta sempre più ad amare questo periodo dell’anno ed un giorno ti ritrovi con un Babbo Natale in stoffa su una scala finta attaccata al balcone di casa.

Siamo tutti appassionati di questo “big fat man with the long white beard”, ma lo conosciamo veramente? Siamo sicuri di poterlo far entrare in casa, senza che i nostri ragazzi si spaventino?

Conosciamolo ancora di più. Quello che non sapevate di questo Grosso Intoppo Natalizio.

  1. Nasce molto probabilmente nel 1931. Non temete, i bambini nati prima di quella data hanno ricevuto dei regali, ma a quanto pare la prima e più antica versione del personaggio, lo vedeva in sella ad un cavallo bianco in giro per il mondo, mentre negli anni 30 entra nell’immaginario collettivo come promoter di una nota bevanda, la Coca Cola, da cui riprende infatti colori del brand. L’immaginario sembra essersi fermato a “taste the feeling” (lo so, la avete cantato).
  2. Sapete dove abita questo misterioso uomo? C’è chi dice che si trovi in Lapponia, in un posto sperduto delle montagne, ma sappiamo quanto gli Americani vogliano impossessarsi di qualunque cosa e perciò sottolineano spesso che la vera dimora si trovi in Alaska; ma se vi dicessi che il Canada ha dato la cittadinanza a questo uomo, perché residente nel Quebec? Ovvio ragazzi, le tasse non le paga.
  3. La credenza popolare ha origini anche religiose, perché come tutti sappiamo, si indica San Nicola come antesignano della figura. Un uomo nato da famiglia ricca che decide di regalare tutti i suoi averi alle persone del quartiere, lanciando anche grossi sacchi d’oro per la strada. Una storia sensazionale, ma mi chiedo ancora dove sia il mio oro. Sono certo di averlo chiesto in qualche letterina.
  4. Avete mai letto Canto di Natale di Dickens? No? Beh vi consiglio di guardare la rivisitazione Disney con Zio Paperone, in modo da fare attenzione al “fantasma del natale passato”, barbuto, grosso e vestito con una pelliccia verde. Ecco com’era il capo degli elfi, colore speranza, o per lo più colore abete, ma anche sul cambiamento del vestiario, Coca Cola può tutto.
  5. Ricordate il punto 1? Pare sia nato il 1931, ma se vi dicessi che negli Stati Uniti d’America ci sia qualcuno (adulto >18 anni) che sia convinto della sua esistenza e che lo cerchi costantemente da ancor prima di questa data? L’Institute of Scientific Santacluasism si occupa proprio di questo. Commenti?
  6. Sembra che Babbo Natale viva con moltissima gente, in primis Jessica Claus, sua moglie, il Consiglio degli Anziani, un governo Conte che ci ha creduto di più, gli gnomi assistenti che potrebbero tranquillamente essere lavoratori Amazon e le sue Renne dai nomi ridicoli. Ne ricordiamo solo uno: Guizzo.
  7. In Spagna, con precisione in Catalogna, oltre il Presepe Francescano che prevede la Sacra famiglia, i Re Magi, l’Angelo, la Stella Cometa con la coda disegnata da Giotto, i pastorelli, le pecore e la ballerina di flamenco (???), è possibile trovare un piccolo uomo vestito di rosso, con la barba bianca lunga e con i pantaloni abbassati mentre fa i suoi bisogni. Volete sapere da dove viene questa usanza? Beh, nessuno ne ha idea, ma sicuramente è una versione del Presepe che non mi farò scappare il prossimo anno!
  8. Se ci spostiamo di qualche nazione più in là, in Austria e in Germania, ha avuto inizio un movimento contro Babbo Natale ed una campagna attiva basata sulla teoria secondo cui questo personaggio sia una semplice creazione della Coca Cola. Ma io mi chiedo, solo io non ho mai tempo per protestare per qualunque cosa?
  9. Se facciamo un salto nella patria della baguette, invece, pare che la tradizione di Babbo Natale faccia in modo che l’omone non lasci i regali sotto l’albero, ma… nelle scarpe dei bambini. Qui sono due le cose, sperare che i piedi non puzzino e che la misura di scarpe sia abbastanza grande da ricevere più regali! Sai che sfiga altrimenti!
  10. Concludo con la mania tedesca di Krampus, un esserino che accompagna San Nicola nel suo viaggio introno al mondo, da camino a camino, punendo i bambini più cattivi; lo sto ancora aspettando, ma niente all’orizzonte.

Le leggende su questo misterioso uomo sono numerosissime e venire sapere che il suo codice postale è “OHOHOH” (non scherzo) lo fa apparire sempre più grottesco. Da bravo trentenne amo il Natale, ma come figura mi inquieta particolarmente e per sicurezza, apro Spotify, scelgo la versione di Bublè di “Santa Claus is coming to town” e accendo la tv, sintonizzandola su un finto fuoco acceso, perché non voglio ritrovarmelo davanti. Tantomeno in TV.

ps: spolier per gli under 18… BABBO NATALE NON ESISTE!

OHOHOH….Buon Natale!

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Social Media Strategist, cosentino classe 1991, fluente in 3 lingue.
Laureato in Giurisprudenza per caso, in Marketing e Comunicazione per scelta, ha vissuto a Roma, Milano, Alicante, Boston, Londra... Ma per lui nessun posto è come “casa”.
Eletto vincitore della Hult Business Challenge da una giuria di Google per il suo progetto sui matrimoni calabresi intitolato “WEDDIE”.
Appassionato di viaggi low cost, serie TV e Instagram!

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