"Il profilo si presenta completamente in bianco e nero, tra linee che sembrano riportare in vita le immagini, in un misto di sensualità e carnalità, in cui il corpo dell’uomo diviene protagonista di una nuova arte neoclassica, mista ad elementi semplici della cultura moderna."

Ho sempre considerato l’arte come espressione concreta dell’animo umano e devo essere sincero, ogni qual volta mi trovo di fronte a colori vividi, linee precise e sinuosità, tendo a rimanere esterrefatto e particolarmente colpito. 

Se poi questo accade in tempo di lockdown e seduto comodamente sul divano di casa, diventa tutto ancora più strano. Muovo il dito in maniera frenetica sullo schermo per visionare le storie Instagram, in uno dei momenti morti della giornata e la mia attenzione cade su un ritratto.

Uno dei profili che seguo pubblica un proprio ritratto in una posa sensuale, in nudo completo, e chiede di seguire una pagina, quella di Hajime Yamamoto (@jardin.de.hajime).

Il profilo si presenta completamente in bianco e nero, tra linee che sembrano riportare in vita le immagini, in un misto di sensualità e carnalità, in cui il corpo dell’uomo diviene protagonista di una nuova arte neoclassica, mista ad elementi semplici della cultura moderna. Noto, guardando sempre più nel dettaglio le immagini, che la parte intima di ogni uomo riprodotto ha alcuni elementi che accompagnano il membro maschile e, con grande sorpresa, si tratta di fiori ed elementi naturali; un carattere che non disturba, ma che rende ancor più vero il disegno.

Hajime si presenta in maniera semplice durante la nostra intervista, con un fare amichevole che ho apprezzato moltissimo, perché nei suoi occhi ho rivisto una grande voglia di raccontare la sua arte e di raccontarsi come artista e come uomo.

Hajime, ragazzo 32enne dalla cultura mista giapponese-filippina, con delle note di cultura spagnola e messicana, cresce nelle Filippine fino agli anni del liceo, per poi proseguire la sua vita in Giappone, terra che riconosce il suo lustro e le sue capacità.

Bisogna sottolineare che questo artista, per via della sua situazione economico-familiare difficile, non ha mai frequentato una scuola o un corso d’arte e che tutti i suoi lavori sono da autodidatta, o comunque derivanti da un fattore familiare, in quanto anche il padre è un bravissimo artista. Mi racconta, tra un sorriso ed una fragorosa risata, di quando già ai tempi della scuola, mentre tutti disegnavano la tipica casa dal corpo quadrato, lui si spingeva fino a disegnare il giardino ed ogni cosa che potesse al meglio caratterizzarlo.

Ma sono passati molti anni da quando la scuola gli imponeva i disegni da realizzare, perché pur mantenendo l’elemento naturale, per lui fondamentale, il suo sguardo si posa sulle persone. Mi dice che con gli esseri umani “you can relate”, puoi raccontarti, relazionarti ed attraverso questo legame, ogni linea prende curvatura diversa e la pressione della penna si fa più intima. 

È un tabù la tematica che stai affrontando oggi nei tuoi disegni?” chiedo incuriosito.

Mi risponde che la cultura Giapponese non è contraria a questa tipologia di arte, ma allo stesso tempo è consapevole che non andrebbe poi così bene per un assetto culturale del genere. Alla base di questa affermazione, infatti, si ritrova la ragione che lo ha portato a pubblicare i suoi bellissimi libri negli Stati Uniti ed in Europa, luoghi in cui possono essere apprezzati fino in fondo. La sua politica del “tutti sono unici”, che riporta in ogni suo singolo ritratto, lo rende ancora più particolare e apprezzare il suo punto di vista diventa sempre più semplice.

La storia di Hajime nasce in maniera semplice, in quanto, come ogni seme che si rispetti, con cura e dedizione, si possono raccogliere grandi frutti. Ha iniziato, infatti, occupandosi di corpi femminili ed elementi naturali, per poi passare alle barbe degli uomini sostituite con i fiori, fino ad incontrare il mondo che ad oggi lo sta maggiormente affascinando: l’uomo. È così che la sua ascesa si è accelerata ed il passa parola, anche attraverso i suoi account Instagram, lo ha portato a raggiungere 27k followers. Le politiche di Instagram, a volte però, possono essere taglienti e limitanti e per ben due volte, il suo profilo è stato chiuso. 

Hajime mi racconta di quanto precedentemente fosse molto colpito, negativamente, da questa impossibilità di scegliere che artista essere anche sui social media, ma condivide con me la sua indifferenza, ad oggi, rispetto a questo fattore. Finalmente ha raggiunto una propria riconoscibilità ed i social, pur essendo importanti, non tendono ad essere fondamentali per lo sviluppo della sua immagine.

Con un bicchiere di vino in mano ed il giusto tratto, su quegli stessi social, Hajime vi mostra quotidianamente ciò che sa fare, tra visi morbidi e colori leggeri, una natura scura ed una linea semplice. 

Oggi ci sono tre libri che si possono trovare sul mercato. L’ultimo, intitolato “Les Garçons des Fleurs”, dal nome francese per quell’elemento europeo che lo contraddistingue, è l’emblema della sua arte e riporta 100 uomini diversi, la sinuosità dei loro corpi, l’eleganza degli sguardi ed il tratto sicuro di un artista che ama ciò che fa quotidianamente. 

Nei primi due libri, in cui l’elemento personale si afferma in maniera più netta, anche nell’utilizzo della propria calligrafia, il corpo umano è in fase di rilassamento, mentre nell’ultima uscita, Hajime vuole rappresentare la tensione, la contrapposizione tra il corpo perfetto nel suo genere e la tensione di un momento intimo, inserito in un assetto naturale che fa da contorno alla figura. 

Hajime ci racconta il corpo dell’uomo, portandoci in un viaggio di analisi ed offrendoci un nuovo sguardo su questo mondo, che non ricade unicamente sul sentimento carnale, ma sull’unicità della figura e la sua profonda eleganza.

Quali sono i progetti futuri?”, chiedo da persona curiosa quale sono.

Mi risponde dubbioso per il tempo in cui ci troviamo, soprattutto perché lui ama viaggiare ed ama prendere ispirazione dalle terre e artisti lontani, come ad esempio Gustav Klimt, di cui conosce ogni singola opera. Il programma più imminente è la preparazione di alcune mostre nella sua città e la commissione concessagli nella produzione di disegni per un libro che uscirà più avanti.

Ho avuto modo di conoscere un artista sensazionale, umile e dagli occhi pieni di gioia quando si racconta, anche se la sua storia si percepisce dal suo tratto, dalla voglia di riscatto e da quel suo essere così conviviale da non trovare un modo netto per terminare la nostra chiamata. 

In base a quest’ultima caratteristica, mi chiedo se non abbia anche origini italiane!

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Social Media Strategist, cosentino classe 1991, fluente in 3 lingue.
Laureato in Giurisprudenza per caso, in Marketing e Comunicazione per scelta, ha vissuto a Roma, Milano, Alicante, Boston, Londra... Ma per lui nessun posto è come “casa”.
Eletto vincitore della Hult Business Challenge da una giuria di Google per il suo progetto sui matrimoni calabresi intitolato “WEDDIE”.
Appassionato di viaggi low cost, serie TV e Instagram!

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