E se la destra non fosse più così pericolosa?

Ad oggi il centrodestra si dichiara più unito e forte che mai ma i risultati, all’indomani delle amministrative, sono in evidente contrasto.

L’assenza di rappresentanza per l’elettorato di sinistra è, negli anni, diventata una consuetudine più che un’ipotesi da prendere talvolta in considerazione. Ma che ciò succeda al solido e compatto fronte della destra è difficile da credere. 

Eppure, la coalizione storicamente unita sembra essere attaccata da tentativi di fratture, sia esterni che interni, che ne mettono in crisi la sua coesione.

Poco tempo fa infatti Fanpage ha pubblicato una nuova turbolenta inchiesta su alcuni membri del partito di Fratelli d’Italia. Il reportage, dal titolo “Lobby nera”, ha coinvolto principalmente Carlo Fidanza, europarlamentare e capodelegazione al Parlamento Europeo di Fratelli d’Italia.

Nel servizio, poi fortemente criticato e messo in discussione dalla Presidente del partito Giorgia Meloni, emergono le singolari modalità di finanziamento della campagna di Fratelli d’Italia a Milano per le elezioni amministrative 2021, in particolar modo per la candidata, ora consigliera comunale, Chiara Valcepina. 

Un altro protagonista del video è Roberto Jonghi Lavarini, personaggio di spicco dell’estrema destra meneghina. Nell’inchiesta si vede Lavarini raccontare dell’esistenza di “lavatrici” per ripulire gli eventuali finanziamenti ricevuti in “black” (che significa “nero” in inglese, ndr). 

Nel video appaiono inoltre saluti romani, gesti e frasi che mitizzano, idolatrano e richiamano all’ideologia fascista.

Pochi mesi fa anche la Lega era stata protagonista di un’altra inchiesta di Fanpage intotolata “Follow the money” Il reportage riguarda le indagini del 2018 inerenti ai 49 milioni di euro di rimborsi elettorali ricevuti illecitamente dalla Lega (all’epoca dei fatti Lega Nord, ndr).
Nel 2018 la procura di Genova aveva richiesto di sequestrare i soldi che la Lega aveva ottenuto in maniera fraudolenta tra il 2008 e il 2010.

Nei conti correnti del partito tuttavia i soldi non erano stati trovati. Nell’inchiesta è presente un’intercettazione di Claudio Durigon, ex sottosegretario all’Economia della Lega, nella quale afferma: «l’abbiamo messo noi», in riferimento a Giuseppe Zafarana, attuale capo della Guardia di Finanza.

Nell’ultima settimana di amministrative, inoltre, un altro importante esponente della Lega, Giancarlo Giorgetti, ha espresso pubblicamente la sua preferenza come candidato sindaco di Roma per Carlo Calenda.
L’endorsment dell’esponente della Lega ha pesato molto sulle spalle di Enrico Michetti, scelto dal centro destra e dal partito dello stesso Giorgetti per la carica a sindaco della capitale. 

Durante questi turbolenti attacchi che ruolo ha avuto l’altro protagonista della coalizione, Silvio Berlusconi?

In questi ultimi anni è rimasto sapientemente al margine del gruppo, nella sua roccaforte di Nizza, per risorgere oggi e aspirare all’ultimo ruolo rimasto raggiungibile: la Presidenza della Repubblica. Il cavaliere, mentre guardava Salvini e Meloni che si consumavano inseguendo gli estremisti, ha saputo accogliere sotto il suo partito tutta la destra moderata e conservatrice rimasta orfana di rappresentanza. 

Ad oggi il centrodestra si dichiara più unito e forte che mai ma i risultati, all’indomani delle amministrative, sono in evidente contrasto: la destra sta perdendo anche nei centri nei quali si è sempre reputata salda e fortemente consolidata. A Varese, luogo rilevante per l’allora Lega Nord, è stato riconfermato il candidato sindaco del Partito Democratico Davide Galimberti. 

A Latina invece, nucleo importante per Fratelli d’Italia, il centrodestra, dopo essersi avvicinato alla vittoria al primo turno con il 48,30% dei voti, è stato battuto al ballottaggio da Damiano Coletta, appoggiato dal PD. 

Il candidato scelto dalla destra per sfidare Coletta è stato infatti il 74enne Vincenzo Zaccheo, già precedentemente sindaco del capoluogo pontino dal 2002 al 2010. Nello stesso anno, durante il suo secondo mandato, Zaccheo venne sfiduciato da 22 consiglieri.
Dieci di questi erano di Forza Italia, la stessa che in queste ultime amministrative lo ha nuovamente sostenuto. 

La scelta dei candidati da parte della destra, come ad esempio Michetti, Zaccheo o, in elezioni passate, Borgonzoni, ricade sempre su personalità che vorrebbero ma non possono.
Vengono scelti affinché, nel loro essere e durante la loro campagna, non oscurino la figura e compromettano la rilevanza dei tre capi dei partiti.

Queste ultime amministrative non sono state una vittoria della sinistra né una débâcle della destra. Perché, come è evidente dalla scelta dei propri candidati, la destra non si è neanche sforzata di partecipare e questa latitanza ha permesso alla sinistra di strappare una misera vittoria.

Perché gli opposti in politica si attraggono e, alla fine, diventano pure simili.

Autore

  • Nasce a Roma nel 1996. Laureanda in Lettere e Filosofia presso l'Università La Sapienza, è stata definita "errata ma teoricamente giusta" da un docente e non potrebbe essere più d'accordo. Sogna di diventare giornalista senza dover prima passare dal Grande Fratello - pur consapevole che il rischio sia alto - e punta a dirigere La Repubblica, ma non il paese. Appassionata di stand-up comedy e politica, anche se spesso si confondono.

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