Corpi fuori dalla gabbia: maneggiare con cura

"Il punto non è doversi accettare per forza, ma smettere di tormentare se stessi. Occorre un serio lavoro di mente, non di corpo".

Il corpo è la nostra vera casa fino alla morte, ma non è tutto.
È indispensabile prendersi cura di sé e trovo importante il voler valorizzare la propria unicità.
Ma ammettiamolo: là fuori c’è un vero e proprio mercato del be yourself, un mostruoso specchio per le allodole che, in realtà, desidera solo la nostra omologazione.

Non so voi, ma mentre cresce in lungo e in largo l’ossessione per l’apparenza, realizzo sempre più di vivere in una sorta di gigantesca “gabbia estetica”.
Sei grasso. Sei magro. Sei alto. Sei basso. Non va bene questo. Non va bene quello.

Se fino a poco tempo fa bisognava perseguire la via dalla magrezza, il mood del momento è, invece, quello di ostentare fieramente i propri chili di troppo, ma solo perché così vuole la body positivity, non perché sentiamo realmente di farlo.
E non è forse questa una nuova forma di ossessione?

La body neutrality ha da poco fatto capolino nel mondo moderno, facendo da controcanto alla body positivity. Si tratta di un movimento che non esalta l’aspetto del corpo umano, ma ciò che esso è in grado di fare, che si tratti di una camminata o del semplice gustare un buon calice di vino.
Il nostro corpo è, dunque, un insieme di funzioni e non un problema.
La body neutrality è il vero scatto di qualità che intercorre tra l’odiare se stessi e l’amore verso il proprio corpo, poiché neutralizza l’importanza del fattore estetico.

Ed ecco il crollo della body positivity, un castello di sabbia che ha saputo solo imporci l’accettazione di ciò che non amiamo di noi stessi, ma senza mai analizzare alcun problema alla base.
La body positivity non ha mai spiegato perché le persone abbiano spesso un rapporto tormentato con il proprio corpo, ma ha solo dato vita a molteplici scusanti affinché ognuno potesse amare se stesso.
Ammesso che questo si sia realmente verificato.

La body positivity, signori, è una grossa bugia!

Il punto non è doversi accettare per forza, ma smettere di tormentare se stessi. Occorre un serio lavoro di mente, non di corpo.

La body neutrality, invece, gode del vantaggio di essere priva di parte moralizzatrice, non ha bisogno di imporre necessariamente la positività: se il vostro corpo non vi piace, sarete voi a trasformarlo a vostro piacimento. Volete dimagrire? Volete ingrassare? La decisione spetta solo e soltanto a voi!
La volontà del singolo, in questo caso, è talmente forte da azzerare quella del collettivo e le critiche vengono ridotte a un irrilevante rumore di fondo.

È questo il movimento che mi piace!

Perché arrovellarsi? Ci sarà sempre chi avrà da ridire su di voi, chi vi farà i complimenti per un determinato outfit e poi ne dirà di tutti i colori alle vostre spalle.
Ci sarà chi vi loderà per la splendida forma fisica raggiunta (secondo canoni sempre e soltanto soggettivi) e, nel frattempo, avrà già contato i rotoli della vostra pancia o le ossa in evidenza sul vostro torace.

Conosco davvero poche persone avulse da ogni tipo di giudizio e pregiudizio.
E voi? Quante ne conoscete realmente?

In tanti lodano le curve e altri credono che la magrezza sia la conditio sine qua non per risultare attraenti. Più di una volta ho toccato con mano la rabbia di alcune donne, particolarmente offese, per essere state ritenute prive di forme e poco femminili o, al contrario, troppo abbondanti.

A quanto pare, nessuno è mai contento.
A quanto pare, ognuno apprezza cose diverse.
A quanto pare, tutti hanno da ridire su tutto.

Le donne sono le principali vittime di questo sistema: in quante vengono valutate in base all’aspetto fisico piuttosto che per la carriera o per le più svariate doti interiori? Si pretende da loro che siano sempre al top.
Ma per chi? Chi definisce la portata di questo top?

D’altro canto, anche gli uomini, seppur con minore intensità, si sentono sotto pressione per gli stessi motivi.
Nessun corpo, a prescindere dal sesso, dovrebbe essere denigrato ma, sfortunatamente, la nostra è una società piena di gente insoddisfatta e frustrata, pronta ad approfittare delle debolezze altrui per offendere e scaricare la propria rabbia repressa.

Ribellatevi quando vi mancano di rispetto e fuggite dalla gabbia!
E preso atto di ciò, siate la versione di voi stessi che più vi aggrada.

Autore

  • Annanerea Vivacqua

    Cosentina, classe 1991, laureata in Lettere e Beni Culturali, con Magistrale in Storia dell’Arte presso l’Università della Calabria e fluente in Inglese e Francese. Oltre ad un periodo di studi a Vizille in Francia e una formazione con Eugenio Santoro dedicata ai curatori di mostre d’arte, vanta un amore per i pittori fiamminghi e il periodo Barocco e coltiva il sogno di imparare (almeno) dieci lingue. Appassionata di culture mediorientali, cosmesi bio, viaggi, lettura, dolci e mare!

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