Ciao Gigi: pure Madonna Morte te omaggia

"Roma te saluta, cor core n’mano. Come solo i romani sanno fa."

Nun me lo dovevi fa Gigi. Nun dovevi.

O almeno non così. N’avvertimento, n’segnale, qualcosa. E invece niente.
Così. Bum. E Gigi Proietti non c’è più.

Sai perché non me lo dovevi fa? Perché non vedevo l’ora di poterti rivedere sul palco del Globe Theatre di Roma.
Perché tu sì che sei un attore e la nuova pletora di artisti ha bisogno di un Maestro come te.

Nun me lo dovevi fa perché, a casa mia, i comici romani nun se so mai guardati. So sguaiati, scomposti, villani. Ridono della gente, non con la gente. So volgari, ecco.

Invece, a te, te guardavamo sempre. Piacevi pure a mi padre che, da ternano, nun è che je sia mai interessata troppo la romanità.
‘Nvece tu ce facevi ride. Eccome se ce facevi ride. Perché incarnavi la parte bella de Roma, quella che nun è costretta a chiede scusa pe esse se stessa. Quella che, pure con le parolacce e le mandrakate, pure se nun se sa come, riesce a rimanè sfavillante.
Come a sora Lella, come i sanpietrini del Ghetto, come le acque torbide der Tevere. Tutti sopra le righe, eppure tutti sfavillanti.

Nun me lo dovevi fa, anzi, nun ce lo dovevi fa.
E so arrabbiata, tanto. Perché st’anno si è portato via troppi sogni e mo s’è portato via pure te.

Però te ringrazio, perché col tuo sorriso da fiodena (come se dice a Roma) hai mostrato a tutto il mondo la parte bella della romanità. Hai mostrato il nostro talento e non ti saremo mai abbastanza grati per questo.
Hai fatto vanto e sei stato ambasciatore de quella parte raffinata della romanità, mai gratuita.

Pe capicce, te nun sei l’emblema della risata “ad ogni costo” ma della risata “nonostante tutto”. Sei stato per noi esattamente questo: la voglia di ridere dei propri guai, anche della morte. E, diciamocelo: noi romani semo i migliori in questo campo.
Però tu diciamo che eri er mejo dei mejo, se me permetti.

Te ne sei andato il giorno del tuo compleanno. Mi piace pensare che tu l’abbia fatto perché un altro grande, per alcuni il più grande, del teatro se n’è andato in questo modo: William Shakespeare.

Oppure Madonna Morte ha deciso così di omaggiarti, non saprei.
Fatto sta che già ce manchi Gigi.
Nun ce lo dovevi fa. Chissà se saremo di nuovo capaci a ride.

Per il momento, arrivederci Maestro.
Roma te saluta, cor core n’mano. Come solo i romani sanno fa.

Autore

  • Angela Rizzica

    Ad un giuramento dall’essere avvocato, classe 1993, romana D.O.C. Laureata in Giurisprudenza presso la LUISS Guido Carli con votazione 110/110, specializzata in Diritto del Lavoro e Responsabilità Professionale, parla fluentemente inglese a livello C1 grazie ad una parentesi di studio presso il Griffith College di Dublino. Collaboratrice del Quotidiano del Sud dal 2019 e Vicedirettore di“Iuris Prudentes”. Appassionata di pittura, lettura, psichiatria e shopping!

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