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A parole tue

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A parole tue

Un quadro, una notte

“Alzo gli occhi al cielo, e una luna brillante e insolitamente gialla fa capolino dietro un alto campanile. Finalmente realizzo: vedo ciò che vedeva lui con gli stessi colori, la stessa intensità. La stessa luce. È una splendida serata per godersi la notte, assaporarla, attraversarla.”

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A parole tue

“Venuta la sera”

“Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti.”

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A parole tue

La testa di Agave

“Da bambino, mio figlio era – com’è che si dice? – buono come il pane. Una pulce scapigliata con gli occhi vispi e le ginocchia livide. Il viso e i capelli neri, arruffati sulla testa, li aveva ereditati da suo padre; mentre il guizzo e il genio, beh, quelli erano roba mia.”

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A parole tue

Porcellana

“L’affetto risicato che Giulio le gettava addosso, come ossa ai cani, si consumava in parabole brevi, nello squallore esausto di un monolocale, che, pur non essendo squallido, a furia di scoparci dentro, diventò tale – almeno agli occhi di Valentina.”

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Non so

“Già allora mi ero rassegnata all’idea che i tuoi occhi erano delle parentesi, degli incisi brevi che non terminavano mai col mio nome – porte serrate su una serrata interiorità.”

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