Caro Balotelli: avere moglie, figlie e sorelle non significa non essere maschilisti

"Come, quando e perché avere famigliari di sesso femminile dovrebbe evitare agli uomini maschilisti l’accusa di maschilismo, quando fondata? Non essere maschilista richiede un impegno di gran lunga maggiore del semplice rapporto di parentela con una donna."

Negli ultimi giorni, la risposta poco gentile che Mario Balotelli ha dato a Dayane Mello durante la puntata del Grande Fratello Vip (GFV) è diventata virale a seguito dell’indignazione social che ha travolto il calciatore.
Su sollecito di Signorini che tentava di spiegargli che Dayane lo avrebbe voluto dentro la casa del GFV, il calciatore aveva risposto: “Dayane mi vuole dentro e poi mi dice basta basta che mi fai male”.
La Mello, imbarazzata, non ha risposto e per un attimo è calato il silenzio; salvo la risata di Balotelli che, ridendo da solo della sua battuta squallida, dopo un po’ – dinanzi allo sguardo interdetto di Dayane – ha esclamato: “e fattela una risata!”.

La notizia non mi aveva interessato granché, limitandomi a classificarla sotto l’etichetta “trash italiano”. Oggi, invece, apprendo delle scuse ufficiali rilasciate da Balotelli: “Ragazze chiedo scusa se qualcuna si è sentita offesa! Con Dayane ho una confidenza e un modo di parlare tale che potrebbe sembrare volgare, ma le voglio un mondo di bene, anzi! Quindi basta fare le femministe e i maschilisti, chiedo scusa per chi si sente offesa, ma se non conoscete i rapporti tra le persone, prima di giudicare informatevi… (segue, ndr)”.

Inizio a leggere, cercando di non dare troppo peso al pessimo italiano, e le scuse mi sembrano fin da subito inconsistenti nella parte in cui invita ad informarci sui rapporti con Dayane. Come se io telespettatrice – è un io impersonale perché non lo stavo guardando davvero – non possa lamentarmi che ciò che viene trasmesso e viene udito dalle mie orecchie mi provochi non poco disgusto.
Come se fossi in torto a non essere aggiornata sulla vita privata del sig. Balotelli, che pare non aver compreso che non stava dialogando con la sua ex ragazza sul divano di casa propria, ma in una trasmissione televisiva.
E pensare che credevo di essere una persona informata.

Persa nei miei pensieri, termino quindi la lettura del messaggio di scuse: “…Ho due mamme, tre sorelle, una figlia. Le donne sono la mia vita. Basta speculare sull’ignoto”.

Prendetevi un secondo per rileggere quest’ultima parte.
Ho due mamme, tre sorelle, una figlia“.
La domanda sorge spontanea: e quindi?
È qui che il tutto cessa di essere solo trash.

Questo è un messaggio dal contenuto sociale altissimo, che rispecchia quella tendenza a mistificare il sessismo e maschilismo di alcuni uomini dietro il paravento dei legami famigliari femminili. Rispecchia quell’erronea quanto infondata supposizione che un uomo non possa essere tacciato di maschilismo solo perché ha moglie, figlie, sorelle.
Come, quando e perché avere famigliari di sesso femminile dovrebbe evitare agli uomini maschilisti l’accusa di maschilismo, quando fondata?
Del resto, ogni maschilista ha almeno una mamma. Quindi, esattamente, come li distinguiamo? Se hanno una sola sorella potrebbero essere maschilisti, ma se ne hanno 2 non lo sono?

Il maschilismo vive quando si umiliano le proprie fidanzate con parole volgari che ne offendono il senso del pudore; quando si scoraggiano le ambizioni delle proprie sorelle facendole sentire meno di niente; quando si mettono a tacere le proprie figlie; quando si è ingrati nei confronti della propria madre.
Non essere maschilista richiede un impegno di gran lunga maggiore del semplice rapporto di parentela con una donna.

Invece di dichiarare di avere moglie, figlie e sorelle, ci si dovrebbe impegnare ad abbandonare per davvero la logica sessista.
Invece di dichiarare di avere moglie, figlie e sorelle, si dovrebbe mostrare un reale rispetto per la sensibilità altrui.
Invece di dichiarare di avere moglie, figlie e sorelle, nascondendosi dall’ignominia come un codardo dietro la figura di alcune donne, si dovrebbe imparare a riconoscere i propri comportamenti inappropriati e porgere delle scuse reali.

Ma per porgere delle scuse reali, bisognerebbe avere la capacità di comprendere dove e quale sia stato l’errore. E questo, Balotelli – come molti altri -, dubito sia in grado di farlo.

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Avvocato, classe 1990, nasce nella provincia cosentina.
Da sempre impegnata nella difesa dei diritti delle donne in ambito famigliare, è curiosa e dall’animo gentile ed equilibrato grazie alla sua passione per lo yoga, ma è anche incredibilmente impulsiva quando sa che c’è un’avventura ad attenderla.
Da ambientalista, ama e difende fermamente la natura e sogna di correre una maratona.
Appassionata di politica, viaggi, sociologia e yoga.

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