Tutte le volte in cui Dante mi ha insegnato ad essere libera

“Ecco perché, allora, la lettura di Dante Alighieri ci apre ad un modo nuovo di capire il nostro mondo interiore ed esteriore, perché ciò che lui ha fatto è osservare e osservarsi, porsi delle domande. Ma soprattutto, perché la Commedia è, quasi certamente, l’opera letteraria nella quale è più evidente quel meccanismo per il quale ciascuno noi tende a riconoscere la propria storia nelle storie che vengono raccontate per cercare risposte, magari trovare qualcosa che ci riguardi e che sia ancora presente, vicino, vivo.”

Il covid esiste, anche a trent’anni

“La cosa assurda dell’ospedale è che, oltre a non avere mai sotto gli occhi scene “diverse”, il tuo unico pensiero è respirare. È la sola cosa che occupa la tua mente: continuare a respirare”.

Un quadro, una notte

“Alzo gli occhi al cielo, e una luna brillante e insolitamente gialla fa capolino dietro un alto campanile. Finalmente realizzo: vedo ciò che vedeva lui con gli stessi colori, la stessa intensità. La stessa luce. È una splendida serata per godersi la notte, assaporarla, attraversarla.”

Sì, viaggiare manca!

“Mi manca poter imparare attraverso il viaggio, fotografando vie, ascoltando racconti, musiche, scrutando volti, sentendomi quasi un’altra o assolutamente me stessa. Viaggio per essere intimorita e ispirata da posti nuovi, per sentirmi sorpresa e sfidata da nuove esperienze che non possono accadermi, quando leggo un libro o guardo un telefilm su Netflix.”

Un posto in cui vedere le stelle

“Non ci sono direzioni giuste o sbagliate, esistono solo vie possibili da percorrere in quel momento, e la lezione che ho imparato è che non esistono luoghi senza stelle. Sia che esse siano delle persone, dei posti, dei ricordi.”

Tutti per il Rendano: l’arte non ha patria, solo popolo

“Nel nostro recente passato già una volta abbiamo lasciato solo il nostro Teatro, oggi rischiamo che un pezzo della nostra storia ci scivoli via tra le mani definitivamente.
Del resto, si sa, con la cultura non si mangia.”

Parole che parlano di te: raccontare ai piccoli con gli occhi dei grandi

“All’interno c’è così tanto, in così poche righe, che non possono che essere parole che parlano di noi. Ci sono dei valori che dovrebbero sempre riguardare sia te che me. Quindi sono parole che parlano di tutto quello che ci circonda e che conosciamo. All’inizio, infatti, volevo chiamarlo “Parole che parlano di me”, ma poi, andando avanti, mi sono accorta che non c’ero solo io. Non è stato un titolo semplice da trovare, ma credo non potesse essercene uno diverso da questo, proprio per quello che è: una raccolta di storie per tutti.”

Il coraggio di Carlo

“Mi alzo la felpa e mi osservo la pancia: fuoriesce un po’ dai pantaloni, questo sì, però non sono come Danilo. Anche se questo non dovrei dirlo. O magari mi ha detto di no perché è da sfigate uscire col più bravo della classe, specie se è un po’ grassottello e bruttino. La verità è che non lo so perché Roberta mi ha detto di no, e non importa che oggi io indossi le scarpe nuove, perché lei non lo ha neanche notato. Così, alla fine cedo. “Ho paura”.
“Lo so” risponde Luca con estrema calma “Ma se non esci tra poco, ci beccheremo una nota e un quattro”.

Caro Babbo Natale, ho un desiderio semplice

“In quest’anno ho riscoperto il valore del caso, delle combinazioni fortuite, di quelle circostanze apparentemente normali che portano ad eventi straordinari. Sono stata fortunata, perché nonostante una pandemia ci abbia strappato via tutto quello che credevo solido, ho avuto la possibilità di mettermi alla prova, riscoprirmi, fermarmi, adeguarmi. Tutte queste cose, caro Babbo Natale, vorrei che rimanessero dove sono ora.”