Era una notte meravigliosa…

“Adesso la dea fantasia ha già intessuto con mano capricciosa la propria trama dorata e s’è data a sviluppare dinnanzi a lui i rabeschi di una vita immaginaria, estrosa e, chi lo sa, forse con quella mano capricciosa lo ha trasportato al settimo cielo di cristallo sollevandolo dal massiccio marciapiede lungo il quale egli procedeva verso casa.”

Netflix: il nuovo grande manipolatore

“Non siamo più noi i pionieri che vanno alla scoperta di dati per decifrare la realtà, ma inghiottiamo passivamente il primo titolo che appare a grande schermo sulla home Netflix.”

L’olocausto non è mai finito

“Come è stato possibile il genocidio degli ebrei? È stato possibile per la stessa ragione per cui ancora adesso esistono i campi di concentramento nel mondo: è stato possibile per la nostra indifferenza.”

One Planet Summit: il primo passo dell’Unione Europea per la tutela della biodiversità

“Quello che abbiamo imparato dalla attuale crisi sanitaria è che politiche ambientali più incisive devono essere adottate non solo per contrastare la futura distruzione del nostro ecosistema ma anche per impedire che gli effetti della disintegrazione ambientale si manifestino già adesso con la diffusione di virus nuovi e letali. La crisi climatica non è fissata in un tempo del futuro lontano e impercettibile ma ci siamo letteralmente all’interno.”

La seconda vita del tuo smartphone

“A raccontare alle future generazioni – se ce ne saranno – chi eravamo e come vivevamo sarà la spazzatura che lasceremo loro in eredità, quale esempio concreto del nostro consumismo sconsiderato e del menefreghismo per le sorti dell’ambiente che abitiamo, e molti di questi rifiuti saranno elettronici.”

World Press Photo 2020: il mio evento preferito (mancato)

“Le foto della World Press Photo non solo sono portatrici di elevato valore artistico fotografico ma contribuiscono a dare forma a fatti di cronaca di cui solo raramente percepiamo l’essenza emotiva quando vengono riportati succintamente sull’arida carta. “

La violenza è nelle parole

“Le donne conquistano il podio della categoria più odiata: su 268.433 tweet, ben 101.796 sono rivolti alle donne, dei quali 70.449 sono discriminatori, offensivi o di hate speech. Il che significa che, su Twitter, quasi una persona su due sceglie le donne come categoria di cui parlare e il 70% lo fa con intenti di odio.”