Australia, voce del verbo amare

"Non chiedetemi perché sia sempre stato il mio pallino fisso, ma necessitavo di scoprire se al di là del pianeta, forse piatto, ci fossero davvero le colonne d’Ercole."

Nel 2016, da ragazzo appena laureato ed entusiasta, ho avuto la possibilità di acquistare un biglietto (non di sola andata, purtroppo) e attraversare una buona parte del globo e raggiungere la terra dei miei sogni: l’Australia.

Non chiedetemi perché sia sempre stato il mio pallino fisso, ma necessitavo di scoprire se al di là del pianeta, forse piatto, ci fossero davvero le colonne d’Ercole.

Per evitare equivoci iniziali, beh, no, non ci sono.

Se siete come me e avete una voglia di viaggiare che supera ogni altro desiderio ma avete paura di volare, è necessaria una preparazione fisica e mentale non indifferente per una “gitarella” del genere, perché il viaggio è lungo, ma l’attesa fa crescere ancor di più la voglia di conoscere questa terra incontaminata.

Certo, non basta un weekend e le tre settimane da me impiegate, non sono state abbastanza, purtroppo, ma sono il tempo giusto per capire quanto abbia da offrire questo meraviglioso posto.

Prima di partire, su un aereo Emirates, con scalo nell’aeroporto/città di Dubai, io ed il mio compagno, di vita e di viaggio, abbiamo finalizzato i nostri programmi (già abbastanza definiti precedentemente) su tutto ciò che avremmo voluto e dovuto vedere.

Non sono qui per dirvi quanti abitanti ci siano nelle città che abbiamo visitato o com’è composto e diviso politicamente e geologicamente questo straordinario paese, ma sono qui per raccontarvi ciò che maggiormente mi ha colpito e che porto e porterò con me, per sempre.

Magari lo troverete noioso ed in tal caso, scegliete un’altra meta per il vostro prossimo viaggio.

ADELAIDE:

La prima fermata nel sud di questa grande terra.

Curiosità: Ricordate di scegliere un periodo consono per andare in Australia, perché ad agosto, è inverno. Io ho scelto agosto.

Tra pioggerellina e venticello fresco, con una temperatura intorno a 24 gradi, arriviamo intorno alle 23 in albergo. Appuntamento per la prima escursione, alle 5 del mattino.

Con un occhio aperto ci addentriamo tra i vicoli della città con un bus privato, fino alla nave che ci avrebbe portato all’Isola dei Canguri (Kangaroo Island), protagonista degli incendi che hanno colpito l’Australia all’inizio di questo anno.

Credetemi, l’Oceano indiano si fa sentire, pur non essendo così mosso, ma tutto viene ripagato non appena si arriva in questa isola in cui i canguri sono davvero così tanti da non saper dove voltare il capo per non venderne almeno uno.

Si riparano dalla pioggia dietro i cespugli, pur essendo due volte più grandi degli stessi. Si, fa molto ridere, almeno a me.

Sono una colonia gigantesca e sono anche cibo per chi vive sull’isola stessa, poiché il quantitativo è davvero elevato, superando per 6 volte il numero degli isolani.

Iniziamo a scoprire Kangaroo Island, fino a prendere il the sotto una grande tenda per noi allestita, nella parte più desertica dell’isola.

Siamo tutti coppie, loro in luna di miele, noi giovani in viaggio-studio.

Quest’isola è stata uno tra i posti più belli che io abbia mai visto, ed il tutto si è concretizzato quando mi sono ritrovato davanti due animali che amo: il koala e l’echidna.

Curiosità: Il primo, dallo sguardo spento a causa dell’eucalipto, si trovava su un albero e ci fissava come Salvini (ma con fare più dolce) in puntata da Floris: “non posso continuare a mangiare queste foglie senza che voi mi guardiate? Ah no?”; il secondo, invece, mai cambiato fin dalla preistoria, è simile ad un istrice o ad un Sandlash (per chi dovesse essere nerd ed amante di Pokemon) e scava lunghi canali sotto il terreno. Faccia allungata e molto simpatica.

Ho amato la loro capacità di accettare l’uomo e di condividere ogni spazio, ma attenzione, non fatevi ingannare dallo sguardo un poco “rimbambito” del Koala, perché può essere anche pericoloso.

Passiamo la notte in questo meraviglioso luogo, in un alberghetto di 5 stanze, immerso nel verde e nel buio totale. L’elettricità per le strade non è accettabile, poiché gli animali notturni potrebbero infastidirsi. La proprietaria ci mette in mano delle torce e ci chiede di andare in giro, a cercare i Wallaby, animale simile al canguro, ma notturno. Si tratta, infatti, di canguri in miniatura, sfortunati perché UNICI animali ad essere predati su questa terra, da nientepopodimeno che…le aquile. Questi animali, riescono ad alzare fino ad oltre i 40 kilogrammi di Wallaby ed è per questa ragione che non possono girare liberi come i canguri stessi; sono docili e si fanno avvicinare con facilità. L’importante è non avere le ali.

Lasciamo il giorno dopo questo luogo per tornare ad Adelaide, con alle spalle l’alba più bella che io abbia mai visto e ci dirigiamo verso la città e la sua meravigliosa aria metropolitana. Adelaide è elegante, moderna e fuori dal comune, perché pur essendo piena di palazzi e grattacieli, risulta essere a passo d’uomo ed estremamente vivibile, anche grazie ai suoi innumerevoli parchi.

Visitate, obbligatoriamente (è una minaccia), il mercato centrale della cittadina, che si presenta diverso dal Mercado San Miguel madrileno, perché ha stampo esclusivamente marino e presenta una varietà di pesce immenso (paragonabile solo a Tokyo).

Inoltre, poco fuori città, si può ammirare l’oceano, nella zona di Glenelg, in cui gli shop che sono sulla strada principale, hanno i tetti bassi e riprendono quell’idea di surfista che tutti noi abbiamo pensando all’Australia.

Mi sento di dire che 3 o 4 notti possono essere abbastanza, ma vivere la cittadina è ancora più entusiasmante. È assolutamente un posto in cui tornare.

MELBOURNE:

Permettetemi di dire che è la mia preferita. A solo un’ora e mezza di volo dalla precedente, questa citta Europea trasferitasi in Australia, presenta un’aria strana, magica, e diventa ancor più speciale camminando tra le strade e conoscendo la gente del posto.

Hanno tutti sangue italiano, magari risalente a generazioni passate, ma tutti sentono di essere europei e di conoscere il caffè (risposta sbagliata).

Davide ed io, dopo aver vissuto il diluvio universale durante le prime 24 ore, decidiamo, coi 32 gradi del giorno successivo, di prendere la bicicletta e visitare tutta la città.

Non sono uno sportivo, ma, se ce l’ho fatta io, lo può fare chiunque!

Visitate i musei, pieni di arte europea e non solo (molte sale riprendono anche l’arte delle tribù che ancora ad oggi si trovano nel paese); ma soprattutto, visitate la National Gallery of Victoria, che tra le sale enormi ed i dipinti grandi quanto il mio appartamento, vi farà restare a bocca aperta.

Curiosità: Le guide nei musei (e non solo) che parlano ovviamente inglese, vi faranno impazzire regolarmente in quanto è come se la regina Elisabetta avesse una patata in bocca, ed è subito “GAD SAV DA QUEN”, ma questa è un’altra storia.

Prendete il tram più antico di Melbourne e fate il giro completo della città, fermandovi di fronte l’imponente biblioteca (fate finta di essere studenti e di aver dimenticato il tesserino, con noi ha funzionato – peccato che “no photo allowed”) e godetevi gli artisti di strada che fanno capolino ad ogni angolo.

Prima di lasciare la città ed aver visitato il lungofiume ed i vari e moderni ponti, non dimenticate di provare 3 cose: la prawn soup, una zuppa di gamberi servita in una piccola pagnotta, i Lamingtons, dei dolci al cocco e al cioccolato con della confettura o della crema all’interno e la famosa Pavlova, una torta con la base in meringa, che sembra essere stata creata, però, in Nuova Zelanda.

Un po’ come la differenza tra la granita di Reggio Calabria e quella di Messina; quale sarà la migliore? Ai golosi, l’ardua sentenza.

SYDNEY:

Altra ora e mezza di volo prima di arrivare in questa magnifica metropoli. Sydney si estende fino al mare, passando da una zona commerciale e piena di persone fino al grande porto, intorno al quale potrete trovare molteplici attrazioni, dall’acquario ai musei interattivi.

Curiosità: Anche qui, o forse anche peggio che a Melbourne, le persone masticano mentre parlano e tante volte non si capisce tutto perfettamente; ecco, non demordete, è d’obbligo perdersi un centinaio di volte.

Prendete una guida, che vi auguro sia come la nostra, bionda, giunonica e meravigliosamente simpatica e girate la città alla scoperta di musei, parchi e costruzioni sensazionali dalla affascinante architettura.

Camminate lungo la costa e godetevi la vista delle vele dell’Opera House, che con la sua modernità e le sue sinuose forme, si estende guardando e controllando la città con eleganza e forte imponenza.

Alle vostre spalle potrete ammirare il Sydney Harbour Bridge, una costruzione dalla grandezza mozzafiato che fa da guardia a tutta la baia. Se avete modo, attraversatelo e raggiungete il Luna Park dall’altro lato, oppure approfittate dei taxi d’acqua, ovvero dei veri e propri battelli che vi portano in zone diverse della baia stessa (sciarpa immancabile per evitare la cervicale).

Dirigetevi verso il Taronga Zoo direttamente dall’acqua, ma non dimenticate di fare un salto al museo delle cere ed anche al giardino botanico di Sydney (non importa in che stagione andiate, ma è straordinario) e alla Sydney Tower (visitabile fino all’ultimo piano – non adatto ai deboli di cuore).

Se avrete la fortuna di avere il sole, non può mancare un salto a Bondi Beach, chiamata Bondi Bay, luogo di ritrovo di giovani, famiglie e tanti surfisti nelle calde giornate d’estate (se avete gusto e il capello biondo e lungo vi piace, siete nel posto giusto). La sabbia fine e l’orizzonte sono da togliere il fiato; prendete i “soveneir” del caso e qualcosa da bere e godetevi il sole.

E poi, infine, fate una cena nella baia di Sydney su una barca, con musica dal vivo. Capisco, magari non siete romantici, ma io lo sono. Ho avuto l’onore e la fortuna, infatti, di vedere il mio compagno inginocchiarsi di fronte l’Opera House illuminata, per chiedermi la mano e di vivere insieme il nostro futuro. Alla risposta positiva, ho abbinato lo sguardo di una città viva e piena di curiosità e gioia. Un must da non perdere.

CAIRNS & ISOLA VERDE:

Attendevo di atterrare in questo luogo per vivere nuovamente mare e terra a 360 gradi. In questa piccola cittadina, che sembra essere quasi orientale, il sole picchia forte e illumina l’oceano, che sembra quasi baciare le colline verdi vicino la costa. Entriamo nelle vie e notiamo che la vita è davvero semplice e ci sono numerosi negozi, diversi tra loro e intrisi di cultura differente.

Curiosità: Decidiamo di concederci un massaggio Thai. Una delle esperienze più strane del mondo, poiché avevamo la possibilità di scegliere chi ci avrebbe fatto il massaggio, pensando fosse esclusivamente ai piedi, ma vi consiglio di scegliere qualcuno di leggero perché ci siamo trovati due ragazzi sulla schiena per circa 40 minuti; rilassante si, ma la cervicale si è fatta sentire.

Con la fortuna (strano) dalla nostra parte, ci siamo trovati in una festa orientale che richiama moltissima gente ogni anno. Per tale ragione, tutte le strade, fiocamente illuminate, hanno preso ulteriormente vita.

Dopo aver dato uno sguardo alla città, non perdetevi, mi raccomando (anche questa è una minaccia), la doppia avventura, tra i boschi e le colline di Cairns, per vedere animali selvatici e coccodrilli (NB: ricordate di portare un outfit idoneo, non fate come me – vedi foto) e Green Island, rigorosamente in barca a vela.

Su quest’ultima avventura, posso dirvi che sono due ore di viaggio, con i muscoli tesi ed il vento in faccia. Una felpa è obbligatoria, ma fare snorkeling sulla barriera corallina, nel bel mezzo dell’oceano, lo è ancor di più. Anche qui, non fate come me e se vedete uno squalo non iniziate ad urlare.

I colori sono sensazionali e ti senti quasi responsabile della fauna marina che si riesce a vedere; una miriade di pesci mai visti, molluschi strani e grossi animali baffuti che ti guardano con sospetto, neanche fossimo Wladimir Luxuria ad un Family Day. Risaliamo in barca, diretti verso l’isola, paradisiaca, di Green Island.

In 20 minuti, avete modo di ritrovarvi nel punto da cui sei partito. Animali, persone cordiali, negozietti particolari, sole e sabbia sono i protagonisti di questo luogo incontaminato.

Ricordate la crema solare. Non l’avevo. Insolazione.

Insomma, il mi viaggio in Australia è stato breve ma intenso, con un misto di Pechino Express e di Al passo con i Kardashian, tra un’avventura low coast ed una da nobili spendaccioni.

Che si debba ritornare è ovvio, mancano moltissime parti da vedere, da Darwin, alla Golden Coast, passando per Canberra e chi più ne ha più ne metta, ma questo piccolo iter spero vi possa essere d’aiuto.

L’Australia mi è sembrata essere un’Italia che ci ha creduto, perché le persone sono meravigliose e aperte al dialogo, ma soprattutto gli strepitosi luoghi da visitare sono molteplici e la natura fa da cornice in maniera impeccabile, come essere in un dipinto.

A me ha tolto il fiato…e per sempre, rimarrà inciso nella pelle…nel vero senso della parola.

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Luigi Sprovieri

Luigi Sprovieri

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