Arancia Bomber: cantare la provincia, raccontare la propria storia

"Incoraggiare le nuove generazioni ad imbracciare uno strumento è un’ardua impresa? Probabilmente la passione di Giacomo per la musica riuscirà a convincere anche solo un giovane ragazzo a comprare una chitarra ed iniziare a strimpellare un motivetto punk rock che ricorda la nostra amata giovinezza."

Cos’è la musica per voi?
Quanto conta nella vostra vita?
Se vi siete posti questa domanda almeno una volta, potrete sicuramente comprendere la passione di un giovane musicista che, nonostante tutto e tutti, coltiva il proprio sogno.
La musica, non rappresenta solo ed esclusivamente una colonna sonora del nostro quotidiano. Essa, difatti, alimenta l’ardore della vita stessa, influenzando, alcune volte, molte delle nostre scelte.
Perché si può essere musicisti, produttori ma anche solo dei semplici ascoltatori di un qualcosa che nasce dal nostro io più vero.
Dare vita ad un progetto musicale, nel profondo Sud, non è semplice.
I fattori sono diversi, ma proprio per questo il coraggio e la passione non devono mancare mai.
Giacomo “Jarni” è un giovane musicista cosentino, frontman e autore dei brani originali del progetto Arancia Bomber.

Dal 2012, Giacomo inizia ad esibirsi da solista con lo pseudonimo Jarni Santoro, partecipa a:

• due edizioni di Area Sanremo (2013-2014) presentando i brani “Ultimo giorno in città” e “Venti”;

• due edizioni di Video Festival Live (2013-2014) presentando i brani “Cara Maria” e “Valium”.

Nel giugno del 2013 suona il brano “Cara Maria” in diretta dallo studio del Roxy Bar di Red Ronnie nella prima serata dedicata agli Artisti della nuova Era.

Aiutato dai suoi amici di sempre decide di lasciare il percorso solista per iniziare a muoversi come gruppo e nel 2019 nasce ARANCIA BOMBER.

Quando è nata la tua passione per la musica?

“Praticamente sono nato con la musica. Mio padre sin dagli anni ’70 andava a vedere i concerti dei Deep Purple, Pink Floyd e Rolling Stones e usava le loro canzoni per farmi addormentare in auto.

Per me la musica non è solo una passione, essa è da sempre stata la mia compagna fin dalla nascita. Crescendo, ho avuto modo di approcciarmi ad essa in varie forme.”

Quali gruppi musicali hanno influenzato la tua e la vostra musica?


“Le influenze sono diverse, come i generi musicali che ci hanno influenzato. Personalmente, in primis ci sono le fondamenta del rock che ascoltava mio padre ma, in seguito, molto hanno contribuito il punk californiano dei Green Day e tutta la scena musicale british, che per me è prima i The Clash e dopo i The Clash.

In Italia, anche per quanto riguarda gli altri membri del gruppo, su tutti ci sono 883, Articolo 31, Vasco Rossi, Franco Battiato.


Pensi che la scena Indie Italiana sia destinata ad evolversi?


“Sinceramente non ne ho idea. Non ascolto molto la musica italiana sebbene io scriva e canti in italiano, un bel paradosso. Ma, in compenso, gli altri membri del gruppo la ascoltano molto.

Si devono fare delle scelte, soprattutto per mancanza di tempo, quindi io scelgo di ascoltare prevalentemente la musica inglese. Per rispondere alla tua domanda, bisogna capire che cosa intendi per scena indie italiana che sicuramente non è l’itpop che spacciano per indie.La musica italiana, specialmente quella degli ultimi 10 anni, non la conosco, questo anche perché in Italia ci sono pochi artisti e molte copie.

Per inerzia conosco solo i singoli che passano nei centri commerciali perché li sento mentre lavoro oppure quelli che cantano a Sanremo, che mi piace seguire da sempre. Il resto non lo conosco. Probabilmente anche noi facciamo parte della scena indie Italiana visto che non abbiamo un manager, una etichetta e vincoli contrattuali. Quindi tornando alla domanda, la scena indie è in continua evoluzione.”


Cosa pensi della scena indie estera?


“La scena indie estera è sempre in fermento, Mi piacciono molto i grandi artisti come gli Idles, i Wolf Alice e Florence + The machine .”


Pensi che nel mondo musicale sia stato già detto (e suonato) tutto?


“Questa è una domanda interessante.

Il mondo musicale avrà sempre qualcosa da dire perché penso che la musica è una fotografia del tempo che si vive. Credo però che per non dire (suonare) cose già dette bisogna concentrarsi sul proprio sound, si deve essere riconoscibile o comunque si deve essere se stessi, nel linguaggio e nella scrittura dei testi.”


Parlaci del progetto Arancia Bomber...


Arancia Bomber è stato un progetto embrionale per quasi 10 anni.

Avevo disegnato questo logo da utilizzare per produrre una linea di abbigliamento poi, ad un certo punto, ho detto: “basta con la carriera solista, facciamo un gruppo e usiamo questo logo!”.”


Il vostro nuovo singolo è Lady B. Com’è nata la canzone?


“La canzone è nata in inglese perché il mio modo di scrivere, di strimpellare la chitarra e cantare è una sorta di fake english.

Una volta nata la musica, ci siamo messi a scrivere un testo che funzionasse partendo da una storia vissuta realmente.”


Come nascono i vostri testi?


“Nascono da situazioni vissute, sono spesso autobiografiche. Cantiamo la provincia che non passa mai di moda ed ognuno ha la sua generazione da raccontare. Noi raccontiamo la nostra storia.”


Arancia Bomber, come nasce questo nome?


“Nasce semplicemente dal logo che è un’arancia, ispirato al pallone del super Santos e al film di Bud Spencer “Bomber”.”


La vostra musica è autoprodotta?


“Sì, dopo varie esperienze in studio con altri produttori, abbiamo deciso di auto produrci.”


Cosa vuol dire oggi incidere musica in maniera totalmente indipendente?

“Per noi è una gran figata.

C’è molta fatica dietro un progetto del genere perché non è semplice riuscire ad equiparare il suono di un grosso studio di registrazione. Noi ora stiamo registrando in Home Studio, siamo soddisfatti del nostro lavoro di artigiani musicali, non abbiamo il pressing di un produttore che ci dice cosa registrare e quando farlo uscire.”


Cosa pensi della scena artistico-musicale in epoca Covid-19?

“Purtroppo la scena artistica è in agonia e molti saranno costretti a lasciare il loro mestiere per dedicarsi ad altro per tirare avanti. In questo settore non c’è mai stata molta tutela del lavoratore e ora è un momento particolarmente difficile.

La cosa più brutta è che noi italiani siamo conosciuti nel mondo soprattutto per la nostra musica e cultura.”


Il primo concerto che andrai a vedere dopo la pandemia?


“Ho il biglietto fermo per il Firenze Rock per vedere i Green Day.”


Un gruppo emergente come il vostro, come affronta il fatto di non poter suonare dal vivo?

“Visto che non si può suonare, resta l’alternativa di internet.

Bisogna trovare sempre il lato positivo delle cose, alla fine è un periodo difficile per tutti e il compito della musica è portare serenità e conforto alle persone.

Purtroppo se non si può suonare dal vivo, la musica arriverà online.”

Incoraggiare le nuove generazioni ad imbracciare uno strumento è un’ardua impresa?
Probabilmente la passione di Giacomo per la musica riuscirà a convincere anche solo un giovane ragazzo a comprare una chitarra ed iniziare a strimpellare un motivetto punk rock che ricorda la nostra amata giovinezza.
Sì perché suonare un pezzo dei Ramones su un palco è stato per me fonte di immenso orgoglio e spero che questo sentimento invada quante più vite possibili.
Punk Rock save your soul!

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Laureata in Giurisprudenza, nasce a Cosenza e qui intraprende il suo percorso professionale nell’avvocatura, in ambito penale.
Socia della Camera Penale di Cosenza “Avvocato Fausto Gullo” e componente dell’Osservatorio MIUR della stessa, impegnata nel sociale con club service internazionali e associazioni, è co-fondatrice dell’associazione culturale Xenìa di Cosenza.
Appassionata di letteratura, musica, viaggi, vinili, vintage… Ed è anche una polistrumentista!

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