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La Prossemica ed il contatto con-tatto
La Prossemica ed il contatto con-tatto

"Sappiamo ascoltare e comunicare funzionalmente i segnali che il nostro corpo e quello altrui ci inviano per delimitare e raccontare chi siamo e come ci relazioniamo al mondo?"

Lo specchio distorcente della società: quando l’immagine del nostro corpo smette di somigliarci
Lo specchio distorcente della società: quando l’immagine del nostro corpo smette di somigliarci

"I disturbi dell'immagine corporea non dipendono tanto o, almeno, non soltanto dalla singola persona che ne è affetta, ma da istanze estetiche sociali che, per alcun*, si trasformano in dolorosissimi ed insopportabili fardelli".

Lo vorrei più grosso, il bicipite. Ma forse anche…
Lo vorrei più grosso, il bicipite. Ma forse anche…

"Quella faccia sorpresa quando lui è più basso della sua compagna, quella battuta sul fisico da “sollevatore di forchette”, quello è body shaming. E lo è anche quel “non ho sentito niente perché lo ha piccolo”"

I 5 modi da estrema unzione in cui un ex ti ha chiesto scusa
I 5 modi da estrema unzione in cui un ex ti ha chiesto scusa

"In preda ai fumi dell’estrema unzione, si sono spinti a regalarci parole che sembravano provenire dalla bocca (o dalla tastiera, per essere precisi) di qualcuno che si sta avvicinando sempre più all’ultraterreno".

Vengo anche io
Vengo anche io

"Da adolescente hanno provato a farmi sentire “diversa” convinti che una persona con disabilità non possa provare sentimenti o stimoli sessuali, ma io li mettevo subito al loro posto".

Io non mi chiamo Cicciolina e tu non ti chiami Rocco
Io non mi chiamo Cicciolina e tu non ti chiami Rocco

"Perché, in fondo, il premio cos’è se non il nostro stesso piacere? E cosa c’è di più personale e unico del proprio piacere?" 

“Amore di mamma, PORNO subito”
“Amore di mamma, PORNO subito”

"Quando un bambino ci chiede qualcosa sul sesso ci trasformiamo in un mix grottesco tra un'anguilla e una saponetta bagnata sotto la doccia".

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La Prossemica ed il contatto con-tatto
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"Sappiamo ascoltare e comunicare funzionalmente i segnali che il nostro corpo e quello altrui ci inviano per delimitare e raccontare chi siamo e come ci relazioniamo al mondo?"

Lo specchio distorcente della società: quando l’immagine del nostro corpo smette di somigliarci
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"I disturbi dell'immagine corporea non dipendono tanto o, almeno, non soltanto dalla singola persona che ne è affetta, ma da istanze estetiche sociali che, per alcun*, si trasformano in dolorosissimi ed insopportabili fardelli".

Lo vorrei più grosso, il bicipite. Ma forse anche…
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"Quella faccia sorpresa quando lui è più basso della sua compagna, quella battuta sul fisico da “sollevatore di forchette”, quello è body shaming. E lo è anche quel “non ho sentito niente perché lo ha piccolo”"

I 5 modi da estrema unzione in cui un ex ti ha chiesto scusa
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Vengo anche io
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Green Pass e ‘Fata Verde’

“Dopo la ‘Fee Verte’ (‘fata verde’, soprannome per l’assenzio, ndr) di Ordinaire, abbiamo finalmente una nuova cosa ‘verde’ che desta parecchie polemiche in Italia. E, come saprete, amo la polemica. Soprattutto quella becera.”

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di Scrittura Creativa

“Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino. Noi leggiamo e scriviamo poesie, perché siamo membri della razza umana. E la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita!”

Robin Williams, da L'Attimo Fuggente

Dio, non raccogliere dal mio nespolo

“Sai, Dio, quelle crepe sono piccole solo all’inizio. Ma se batti, e batti, e batti, e batti e ancora cazzo batti alla fine le cose si rompono. Le persone si rompono.”

“Dimentica il mio nome”

“Eppure, pur non volendo, tu del male me ne facevi lo stesso, specie quando, bisognoso e fragile, tornavi da me con la coda tra le gambe, un cane abbandonato col pelo ingrigito, infradiciato dalla pioggia”.

Siamo quello che diciamo?

“Come possiamo generare gentilezza, se non siamo, in primo luogo, gentili con noi stessi, prima ancora che con gli altri?”

La terra desolata è immobile: il mio pensiero aprilino a Samuel Beckett

“Nell’era del Covid – il nostro nuovo anno 0 -, l’attualità di Beckett è quanto mai evidente. Le città assomigliano sempre di più ai paesaggi surreali – in larga parte inanimati – tratteggiati da lui; mentre noi – i vivi e/o presunti tali -, estraniati e alienati, ci trasciniamo in giornate sempre uguali, che si susseguono, lente, senza stravolgimenti di sorta; e che evidenziano l’assurdità di un tempo congelato, coniugato al passato e povero di futuro”.